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No ai simboli religiosi nei luoghi pubblici

Nei giorni scorsi è scoppiata la polemica a causa della direttiva che imponeva l’affissione dei crocefissi nelle stanze di degenza dell’Ospedale di Chivasso. Giusto protestare e prendere le distanze da questo provvedimento ma ancor più giusto sarebbe, una volta per tutte, prendere atto che in Italia si continua ad utilizzare i simboli religiosi per fini strettamente politici e, peggio, come simbolo di una tradizione che secondo alcuni deve diventare patrimonio di tutti. Il problema non è infatti l’Ospedale di Chivasso, magari fosse solo questo. Il problema è che in numerose aule dei consigli comunali (vedi la Sala Rossa di Torino), in alcune aule di giustizia, in molte classi di scuole di ogni ordine e grado, quindi durante le votazioni nei seggi elettorali, in moltissimi ospedali, il simbolo del cattolicesimo fa bella mostra di sé sui muri. Eppure in uno Stato laico come è l’Italia, dove non esiste una religione di Stato e dove la Costituzione riconosce pari diritti a tutti i credenti di ogni religione e ai non credenti, questo rappresenta di tutta evidenza un abuso. La soluzione potrebbe essere quella di affiggere ai muri dei luoghi pubblici i simboli di tutti, cattolici, atei, musulmani, agnostici, buddisti, induisti, ebrei e via dicendo, oppure, molto più ragionevolmente e laicamente, lasciare la religione alla sensibilità privata di ciascuno non esponendo nulla. Ognuno ovviamente, se ritiene, porterà con sé tutti i simboli a lui cari ma senza pretendere che divengano simbolo di tutti.

Eppure, guardando quel che accade da qualche tempo in Italia, dove si bacia pubblicamente l’ampolla del sangue di San Gennaro (Di Maio), si mostra a favore di telecamere il santino di Padre Pio (Conte) o si invocano santi e Madonna con il rosario in mano in comizi pubblici o in trasmissioni televisive (Salvini), è sempre più evidente l’utilizzo strumentale – direi perfino blasfemo – di questi simboli a fini politici. La laicità è condizione necessaria (anche se non sufficiente) per una democrazia; rappresenta un pezzo delle fondamenta dello Stato di diritto. Abbattere la laicità significa abbattere la democrazia.

Igor Boni – Direzione nazionale Radicali Italiani

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