Comma 6-bis, articolo 114 del codice penale: “È vietata la pubblicazione dell’immagine di persona privata della libertà personale ripresa mentre la stessa si trova sottoposta all’uso di manette ai polsi ovvero ad altro mezzo di coercizione fisica, salvo che la persona vi consenta”. Ribadire la necessità del rispetto dei diritti di chi è accusato di gravissimi reati è un oltraggio alle vittime e ai suoi parenti, alle forze dell’ordine? Il contrario. Solo il rispetto delle leggi, delle procedure, dei diritti degli imputati e degli accusati, dei detenuti, differenzia uno stato di diritto, una democrazia, da un regime totalitario. In un regime totalitario il potere giudiziario e il potere esecutivo si mischiano pericolosamente e chi governa decide sulle sorti degli accusati. Da noi per ora, per fortuna, non è così. Chi oggi non si indigna per la foto del cittadino americano, bendato e ammanettato, è parte del problema e non della soluzione. La Giustizia, nel senso più alto del termine, non la si conquista certo con la bava alla bocca, con gli insulti agli accusati, con invettive alla Salvini che parlano di “lavori forzati”, di “bastardi”, di “marcire in galera”. Un Ministro dell’Interno e una classe politica che in larga maggioranza utilizza le notizie di cronaca, stravolgendole e rilanciandole a proprio vantaggio, solo ed esclusivamente per ottenere consensi, rappresentano perfettamente il livello di gravità del tempo che viviamo. Il potere – a qualsiasi costo – è divenuto il fine e non il mezzo per cambiare le cose. Così, ancora oggi, milioni di Italiani credono che siano stati due nord-africani ad essere gli autori del delitto, grazie a giornalisti come Mario Giordano o a politici come Giorgia Meloni o Daniele Capezzone. Così dalle caserme escono foto come quella che abbiamo visto in ogni giornale, telegiornale, sito, in barba alla legge.

Io credo che per onorare chi ha perso la vita, i suoi familiari, l’intera società, occorra la pazienza delle indagini e il tempo per scovare la verità. Non quella rilanciata da titoli di giornale o da improbabili tweet di due ore dopo l’avvenimento ma quella che emergerà dal dibattimento processuale. Oggi la china pericolosa presa dal nostro Paese è rappresentata assai bene da un Governo che in poco più di un anno ha smantellato pezzi di diritti costituzionali, leggi, buonsenso, civiltà ed educazione.

Io credo che il silenzio della maggioranza degli italiani debba interrompersi e che occorra dare voce, gambe, forza e sostegno a chi da sempre rappresenta altro. Per questo vi chiedo strappare la benda che rischia di rendere ciechi tutti noi e sottoscrivere la nostra battaglia per lo Stato di Diritto in Italia.

Igor Boni – Direzione nazionale Radicali Italiani

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