Era il 28 febbraio 1986, oltre 35 anni fa, quando il Parlamento italiano approvò la legge numero 41. Una norma che imponeva ai comuni entro un anno di approvare i PEBA, i Piani per l’Eliminazione delle Barriere Architettoniche. La stragrande maggioranza dei comuni italiani, dopo oltre 12.500 giorni dalla scadenza stabilita dalla norma, non li ha predisposti e non li ha approvati. Lo stesso vale per i comuni della Regione Piemonte.

In questi decenni certamente è stato fatto molto e la attuale situazione, anche senza l’approvazione dei PEBA, è indubbiamente migliorata per molti aspetti. Ma ancora oggi le barriere architettoniche esistono e riguardano ingressi agli uffici pubblici, strade e marciapiedi, mezzi pubblici e esercizi commerciali privati. La logica dei Piani mai approvati era ed è quella di individuare, periodo dopo periodo, anno dopo anno, con la programmazione che spesso non riusciamo a fare come pubbliche amministrazioni, le barriere da eliminare prioritariamente sulle quali concentrare i primi finanziamenti e poi, gradualmente, prevedere nel piano quali altri interventi attuare e con quali risorse e in quali tempi.

Per i comuni italiani, spesso in difficoltà finanziaria, si tratta certamente di un’azione non certo semplice ma assolutamente necessaria per riconsegnare nelle mani di cittadini meno fortunati la possibilità di muoversi liberamente come la Costituzione prescrive: all’art. 16 è garantito il diritto alla mobilità di ogni cittadino; la concreta fruizione di questo diritto per le persone affette da disabilità, sancita dal principio di eguaglianza di cui all’art. 3 della Costituzione stessa, costituisce lo strumento e la precondizione indispensabile per ciascuno per potere esercitare tutta un serie di diritti nonché per integrarsi nell’ambiente sociale.
Da queste premesse, e dopo molti anni di lotte e sollecitazioni dentro e fuori dal Palazzo, abbiamo deciso di presentare una petizione popolare secondo quanto previsto dallo Statuto della Regione Piemonte, firmata da molti cittadini e con la prima firma di Miriam Abate, Presidente della Cellula Coscioni di Torino. Con questo atto chiediamo al Consiglio regionale del Piemonte di verificare presso le amministrazioni comunali e provinciali e della Città metropolitana di Torino l’applicazione della Legge. Chiediamo che, qualora non fosse ancora avvenuta l’approvazione dei piani (riguarda la quasi totalità dei comuni piemontesi), si provveda alla nomina di commissari per l’adozione dei PEBA presso le amministrazioni inadempienti.

Dopo oltre 12.500 giorni di violazioni e di parole, troppo spesso piene di retorica e vuote di contenuti, è ora di occuparsi del tema in termini di rispetto della legge e dei diritti dei cittadini.

Igor Boni – Presidente di Radicali Italiani