Libera chiesa in libero Stato. Libere chiese in libero Stato.

La laicità dello Stato, la democrazia e il rispetto dello Stato di diritto, sono gli unici e insostituibili modi per costruire una convivenza pacifica, una società equa, una eguaglianza tra i cittadini, indipendente dal loro credo e dal loro orientamento politico e/o religioso.

Da Radicali denunciamo l’ingerenza vaticana negli affari dello Stato (quello italiano in particolare) da oltre mezzo secolo. Oggi, grazie alla improvvida uscita sul DdL Zan torna alla ribalta la necessità di superare il Concordato tra Stato e Chiesa cattolica. Un modo concreto di arginare questa ingerenza che, a dirla tutta, è alimentata da una politica troppo spesso genuflessa alle gerarchie e alle richieste che arrivano da oltre Tevere. Quando si tratta di diritti la Chiesa ci mette sempre il becco, mai per aprire alla libertà di scelta e sempre per chiudere i cittadini in un recinto. Lo ha fatto sulle storiche battaglie sull’aborto e il divorzio, sulla procreazione assistita e la libertà di ricerca scientifica, lo continua a fare sull’eutanasia e la libertà sessuale.

Già nel 1973/1974 il Partito Radicale lanciò il referendum per l’abolizione del concordato. Oggi, dopo 50 anni, è il momento di rimettere sul tavolo la questione. Io ritengo che ognuno abbia diritto di professare la propria fede e abbia diritto a fare proselitismi. Quello di cui sono certo è che è inaccettabile che qualcuno possa immaginare di assimilare ciò che crede essere peccato (per la sua religione) con quello che la legge dello Stato definisce reato.

Ci sono battaglie che come un fiume carsico sgorgano in superficie violente e poi spariscono nel sottosuolo per riaffiorare poi con ancora maggiore forza ed energia. Questo è il nostro momento; è il momento di riaffermare la laicità dello Stato italiano e il rifiuto dell’ingerenza delle gerarchie vaticane.

Igor Boni – Presidente di Radicali Italiani

Views: 277