Il calcio è sempre più “arcobaleno”

Il calcio è sempre più…arcobaleno. A sostegno delle iniziative LGBTQ+ contro il governo ungherese del premier Viktor Orbàn e le sue politiche omofobe, nei giorni scorsi alcuni club calcistici tra i più prestigiosi d’Europa hanno fatto sentire la loro voce (e la loro opinione), in questo caso non condizionata dall’intervento dell’Uefa, che – come sapete – ha censurato l’idea dell’Allianz Arena “arcobaleno”, lo stadio di Monaco di Baviera dove si è giocata la partita Germania-Ungheria, valevole per i campionati europei di calcio.
Se è vero, come ha tenuto a precisare il massimo organismo del football continentale, che l’intenzione è “non voler politicizzare il calcio e non voler utilizzare la partita per mandare messaggi politici”, è altrettanto sacrosanto il diritto delle singole società di intervenire a favore dell’uguaglianza e dei diritti e contro ogni forma di discriminazione. Molto decisa, quindi, la posizione presa da Juventus, Barcellona e Chelsea, che – nei loro rispettivi account Twitter ufficiali – hanno “vestito di arcobaleno” i loro stemmi, così carichi di storia, di significato e di seguito popolare.

L'home page del profilo Twitter del Chelsea
L’home page del profilo Twitter del Chelsea

Particolarmente forte il messaggio postato dalla Juventus: “Tutti amano il calcio. Le differenze fanno la differenza”.

Il logo arcobaleno della Juventus.
Il logo arcobaleno della Juventus

Tra l’altro, la stessa Uefa – conscia della figuraccia fatta – sta tentando di rimediare con il suo logo “arcobalenizzato”, tuttora presente sul profilo ufficiale di Twitter. Basterà a salvare la faccia?

Blaugrana arcobaleno
Blaugrana arcobaleno

Il dibattito è universale, amplificato dalla popolarità mediatica del calcio (e della politica europea, visto che se ne discute assai anche nei palazzi di Bruxelles). E per il mondo LGBTQ+, oltre ad un momento di notevole visibilità, è l’occasione di riaffermare sempre più forti i propri valori e la richiesta di pari (e giusti) diritti.