Paul Leonard Newman l’uomo dagli occhi di ghiaccio è un attore amatissimo per il suo fascino e la sua classe, Paul Newman nasce a Shaker Heights, un piccolo ma elegante centro a 9 km da Cleveland in Ohio il 26 gennaio 1925, i genitori divenuti americani sono di origini straniere, la madre slovacca e cattolica romana discende da una famiglia originaria dell’impero austro-ungarico, il padre invece ha estrazioni ebraico tedesche, da qui forse la bellezza teutonica che fa impazzire le donne di mezzo mondo, ma Newman è anche doppiatore, regista, produttore cinematografico, pilota automobilistico e filantropo. Paul Newman mostra interesse per il teatro fin dalla tenera età, infatti si esibisce a soli 7 anni nel ruolo del buffone di corte in uno spettacolo scolastico su Robin Hood, e a 10 anni in “San Giorgio e il drago” una modesta produzione del Cleveland Play House. Subito dopo l’High School, si arruola nella U.S. Navy Air Corps, e spera di diventare pilota nell’aviazione della Marina degli Stati Uniti, ma è daltonico, tuttavia vi resta, prima nei collegamenti radio, poi come mitragliere e qualificandosi come aereosiluranti tra il 1943-1946 durante la seconda guerra mondiale, in quegli anni vide l’accecante bagliore a forma di fungo della bomba nucleare sganciata su Hiroshima, fatto inquietante che forse lo aveva traumatizzato al punto da non volerne più parlare.
Nel 1943 si laurea alla Shaker Heights High School, poi frequenta per breve tempo l’Università dell’Ohio. Nel 1949 consegue il Bachelor of Arts in arte drammatica ed economia al Kenyon College, di seguito parte in tournée con svariate compagnie estive, poi frequenta per un anno la Yale School of Drama, e solo dopo studia all’Actors Studio di New York City con Lee Strasberg. A Broadway in palcoscenico però interpreta il primo vero ruolo da protagonista in Picnic di William Inge, ma fino al 1956 veste ruoli minori, poi finalmente comincia a ricevere consensi, intuisce che la sua strada è nel cinema, e così parte per Hollywood debuttando nel 1954 nel film “Il calice d’argento”, ma la concorrenza di attori stimati dalla critica, molto amati dal pubblico, per di più belli, malinconici e dannati era notevole, e Newman intravede delle difficoltà ad inserirsi nello star system, ma il karma decide per lui, infatti nel 55’ lo chiamano urgentemente per vestire i panni di un pugile italo-americano, dato che James Dean con il quale aveva lavorato in precedenza, e che deve interpretarlo muore in uno sventurato incidente d’auto, Newman lo sostituisce e raggiunge un incredibile successo che soddisfa critica e pubblico, con l’uscita nel 56’ del film “Lassù qualcuno mi ama” diretto da Robert Wise, che lo fa diventare un sex symbol del cinema americano, la cui fama regge ancora oggi. Newman, grazie al trionfo avuto con Wise viene sommerso di proposte cinematografiche e televisive, numerosa è la lista dei personaggi che interpreta, poi raggiunge vette altissime, e tra gli anni 50 e 70 diviene protagonista di pellicole che passano alla storia del cinema hollywoodiano con film come “La gatta sul tetto che scotta” con Elizabeth Taylor, “Hud il selvaggio”, “Intrigo a Stoccolma”, e ancora “Exodus” di Otto Preminger, “La lunga estate calda”, “Lo spaccone”, “Il sipario strappato” di Alfred Hitchcock, poi dal 1974 “L’inferno di cristallo” che prende 3 premi Oscar, “Qintet” di Robert Altman, “Il colore dei soldi” di Martin Scorsese nell’86, “Le parole che non ti ho detto” di Mandoki nel 99, “Era mio padre” di Mendes nel 2002, e il leggendario Newman continua vince tre Oscar, un Emmy Award, sette Golden Globe. L’Oscar alla carriera arriva nel 1986, prima ancora di ricevere l’Oscar come miglior attore protagonista per “Il colore dei soldi” nel 1987, inoltre riceve tra ulteriori riconoscimenti, anche una mitica stella sull’Hollywood Walk of Fame.
Decide di cimentarsi con la macchina da presa e nel 61 compie il primo passo con il cortometraggio “On the harmfulness of tabacco”, dopo firma anche dei film importanti a partire dal 67, di cui oltre che regista è anche produttore e protagonista: nel 68 “La prima volta di Jennifer”, nel 71 “Sfida senza paura”, nell’84 “Harry & Son” “Gli effetti dei raggi gamma sui fiori di Matilde” nel 72, “Lo zoo di vetro” dell’87
Paul Newman, nel 1994 riceve anche un premio Oscar eccezionale, che viene assegnato per particolari contributi a cause umanitarie: il premio Jean Hersholt in quanto co-fondatore nel 2006 di Safe Water Network, un’organizzazione no profit atta a colmare le lacune di impianti idrici a chi ne necessita, nonché co-fondatore nel 2005 dell’azienda alimentare Newman’s Own Foundation, nata per sostenere l’eredità della sua opera filantropica, senza scopo di lucro o raccolta di fondi, ma donando tutte le royalty e i profitti in beneficenza ai bisognosi, considerando che solo nel 2019 vengono totalizzati 550 milioni di dollari. Pur non avendo ricevuto per questo un Oscar va ricordato che Newman con lo scrittore AE Hotchner nel 1982 ha fondato la Newman’s Own a sostegno di ragazzi con gravi malattie del sangue e affetti da tumori, dalla quale ebbe seguito la Scott Newman Fondation, nata per educare bambini e adolescenti ad evitare l’uso di droghe e sostanze chimiche, nel 1994 poi, il centro ha fondato il Rowdy Ridge Gang Camp, un programma di campi estivi per famiglie a basso reddito con problemi sia di abuso di sostanze che di violenza domestica, con lo scopo di rafforzare i legami familiari e la risoluzione dei conflitti; tutto questo Paul Newman lo fece dedicandolo alla memoria del figlio Scott Alan deceduto a 28 anni nel 1978, a causa di un infausto incidente in moto mentre era sotto l’effetto di un mix di alcol, barbiturici e stupefacenti, ai quali era già dedito da un po’ di tempo, purtroppo nonostante il padre lo facesse seguire da uno psichiatra, nulla poté sopperire l’assenza e la carenza di guida ed affetto paterno, che il ragazzo tuttavia sentiva da quando i genitori si erano separati. Scott Alan era nato con altre due sorelle Susan e Stephanie Kendall dal matrimonio di Newman con Jacqueline E. Witte nel 1949, dalla quale divorzia nel 1958, poi sposa Joanne Woodward, attrice che conosce sul set del film “La lunga estate calda” e con la quale vive fino alla fine, ed ha altre tre figlie: Elinor Teresa, Melissa Stewart e Claire Olivia ; tuttavia a Scott Alan nel 1984 dedica e dirige il film “Harry & son” che narra le svariate incomprensioni che allontanano padre e figlio, del resto anche Paul a sua volta aveva un triste rapporto con il suo di padre, dal quale non sente di avere ereditato l’intelligenza letteraria.
Nonostante però la vita di Paul Newman legato agli ideali progressisti, possa essere stata intensa e prodiga, malgrado la statuaria bellezza del divo per eccellenza, benché il sagace Newman non si sia fatto mancare neanche la passione sportiva per le corse automobilistiche, vincendo diversi campionati anche come pilota nelle corse su strada dello Sports Car Club of America, arrivando nel 79’ secondo alla 24 ore di Le Mans;
per quanto Paul sia stato incredibile, come lauto filantropo, difensore della Patria sul campo, regista e produttore di successo, attore pluripremiato, tanto da essere consacrato dal “Newsweek” come la star più pagata di Hollywood, dato che percepiva tre milioni di dollari a film, sebbene sia padre di ben sei figli, le curiose morbosità e il rilevante chiacchiericcio sulle sue strettamente private abitudini continuanuo ad intersecare la sua vita leggendaria: le svelerebbe in una biografia “The man behind the Baby Blues”sulla star Darwin Porter, il quale narra alcuni segreti trasgressivi del divo. Il primo episodio noto sarebbe quello con Marlon Brando, che già il gossip anni 60 voleva anche gay, Newman avrebbe detto di lui a Geraldine Page “La prima volta che l’ho visto in scena sono rimasto stregato”, gli feci i complimenti dopo teatro dicendogli “Sono anch’io un attore, ma non riesco a esprimere il mio sex appeal”; la risposta di Brando fu cazzuta “per riuscirci devi recitare col cazzo e le palle”, poi aggiunse “Sali, ti porto a fare un giro di mezzanotte attraverso i canyon di Manhattan”, sempre secondo Porter il biografo, Brando avrebbe concluso la storia e asserito “Paul Newman mi assomiglia talmente che è come se avessi scopato me stesso. E poi è troppo sentimentale, lui degli uomini s’innamora”.
Il divo dagli occhi di ghiaccio si sarebbe brevemente frequentato solo per sesso anche con il giovanissimo James Dean, ma dopo la sua morte però Paul intreccia una storia con il sedicenne attore Sal Mineo ex amante di Dean, che gli sarebbe piaciuto, ma Mineo gli chiedeva un’esclusiva inaccettabile per l’inappagabile Newman, che pare troncò di netto i rapporti andando incontro a un dramma d’amore che aveva sottovalutato, infatti Mineo si salvò miracolosamente dal tentato suicidio, e a causa dell’accecante gelosia volle ferire Paul terribilmente, chiamandolo in piena notte per dirgli “sto scopando tuo figlio Scott”. Il figlio di Newman secondo il biografo sarebbe stato ingovernabile, in conflitto col padre, alcolizzato, tossicodipendente e bisessuale, e per Newman nonostante gli sforzi fu impossibile recuperare il loro rapporto. In una circostanza Scott sarebbe arrivato a dirgli “sei un frocio, un rovina famiglie, hai lasciato noi tre e nostra madre a marcire in un letamaio di San Fernando Valley, mentre tu e Joanne ve la spassate in una villa”, sembrerebbe che addirittura in uno scontro Scott tentò di violentare il padre, e bloccandosi solo davanti ai suoi occhi glaciali, Paul andando via gli avrebbe detto “non sei neanche abbastanza uomo da finire lo schifo che hai cominciato”, forse però in quella furiosa rabbia del figlio si nascondeva solo un folle amore molto trascurato. Le malelingue di un’altra biografia sostengono che Scott si suicidò per punire la passività del padre. Forse quel Sal Mineo (morto assassinato nel 1976) non si era reso conto, che aveva contribuito a quella morte per uomo che era semplicemente troppo impegnato, di fatto mentre lui incontrava Newman, a Paul restava poco tempo, dato che nel contempo avrebbe flirtato con Jackie Kennedy, Grace Kelly, Rita Hayworth, con Lana Turner, Joan Crawford, Judy Garland, amato Marilyn Monroe, avuto una love fissa con Anthony Perkins, e un flirt con Montgomery Clift, senza contare il divorzio da Jackie Witt, per sposare Joanne Woodward; inoltre sembrerebbe che accompagnasse a orge etero Frank Sinatra , che forse a fronte di gossip rosa trapelati da una certa stampa underground, che negli anni 60 fece allusioni su Newman e Spencer Tracy gli chiese “ senti Paul, non sarai mica frocio? Girano strane voci su di te”, naturalmente Newman negò come molti uomini, tuttavia hanno scritto che invece avrebbe accompagnato Tyrone Power a delle ammucchiate bisex. Sempre Porter racconterebbe che anche il machissimo Steve McQueen fu coinvolto fino al 1980 in dispute amorose, rivalità e sesso smodato con Newman; lo stesso McQeen che successivamente raccontò che dopo la morte di Scott aveva trovato Paul su una riva pronto a suicidarsi per il dolore della perdita di quel figlio.
Del resto Rod Steiger, un compagno dell’Actor’s studio confermava l’ipersessualità di Newman dicendo “ Paul scopa tutto quello che si muove, tanto che potrebbe girare con la patta dei pantaloni aperta, almeno è sempre pronto per l’ uso”. Le sue uniche passioni rimaste platoniche sarebbero state quelle per Tom Cruise e Robert Redford , invece Cal Culver, pornostar gay asserisce “sono certo di essere stato l’ ultimo uomo con cui Paul abbia fatto l’ amore, erano gli anni 70, Paul aveva superato i cinquanta e vi assicuro che non veleggiava più col vento in poppa”.
In un’altra biografia non autorizzata di Shawn Levy, nella quale si tenta ancora una volta di distruggere il mito di Paul Newman definendolo un donnaiolo e alcolizzato, che girava con un apribottiglie attaccato al collo da una catena, e che beveva finanche una cassa di birra al giorno, che come tutti gli alcolisti drinkava ovunque fosse e a qualunque ora, sempre Levy scrive che una giornalista chiuse la relazione con Newman dicendogli “sei sempre ubriaco, e non riesci nemmeno più a fare l’amore”.
La famigerata penna di Elsa Maxwell scriveva ampiamente delle prodezze del divo, ed era certa che le mogli di Paul Newman sapevano tutto sui suoi appetiti sessuali scevri di remore, ma tacevano per salvare la rispettabilità.
Verrebbe da dire che dovrebbero tacere in molti, cosa importa se l’uomo che solo nel 2019 ha lasciato 550 milioni di dollari in beneficenza, per non parlare di quello che le fondazioni da lui create continuano a donare a tutt’oggi, sia stato carnalmente un po’ ninfomane, cosa contano le sue ingorde esigenze, se poi ha donato senza remore a chiunque, se infine la sensibilità di Paul si è dimostrata ghiotta e smodata tanto quanto la sua vorace passionalità. La personalità sconvolgente di Newman, il suo fisico travolgente, le sue capacità professionali, il mito, l’icona indimenticabile di un’epoca , sormontano ampiamente le sue umane debolezze.
La star hollywoodiana decise di non recitare più nel 2007, e spiegò: “Inizi a perdere la memoria, inizi a perdere la tua fiducia, inizi a perdere la tua invenzione. Quindi penso che sia praticamente un libro chiuso per me.”
Paul Newman diceva “quando giungerà il momento salirò sulla mia fiammante Ferrari numero 82 che mi portò tante volte sul podio, filerò dritto alla volta celeste dove troverò i colleghi del mondo della celluloide e dozzine di compagni di ventura del pianeta dei motori, la mia più grande passione”, purtroppo non è andata così, nel luglio del 2008 gli venne diagnosticato un cancro ai polmoni, gli ultimi mesi della sua vita li trascorse in famiglia, a 83 anni, un venerdì 26 settembre 2008 morì purtroppo come tanti nella sua casa di Westport, nello stato del Connecticut.
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