La storica attivista per i diritti LGBTQ+ e consigliera comunale a Bologna Porpora Marcasciano ha descritto la terribile aggressione omofoba di cui è stata vittima nel primo pomeriggio del 24 agosto in una spiaggia della costa Adriatica che frequenta oramai da dieci anni.

“Venti minuti di terrore, in balia di cinque balordi, in cui ho percepito impotenza, frustrazione e terrore”

L‘episodio risale a una settimana fa ma solo nelle scorse ore l’attivista lo ha rivelato pubblicamente tramite un post Facebook, trovando la forza di raccontare quanto subito dopo il pesante shock che l’ha colpita.

 “Il branco si è violentemente palesato senza darmi il tempo e il modo di pensare alla fuga” ha raccontato l’attivista che ha pensato seriamente di poter essere uccisa. “Continuo a interrogarmi sul fatto che io ci sia ancora, che possa denunciare e, non so per quale profonda protezione, sono ancora qui a poter scrivere”.

“Il capo branco ha cominciato in modo soft, quasi gentile ad avviare un discorso che diventava man mano sempre più brutto, minaccioso, violento. Il gergo era quello omofobo con tutti gli epiteti di cui vi risparmio. Poi il brutto ceffo si è avvicinato, quasi a toccarmi e con un coltello continuava a ripetere che appena lo avessi sfiorato mi avrebbe tagliato la gola. Cercava l’appiglio ed io ero certa, certissima che lo avrebbe trovato da li a poco.
Molti mi hanno chiesto di dirlo, denunciare ma a dire il vero, non riuscivo e forse non riesco ancora a scrollarmi di dosso quella brutta sensazione che mi rende impotente. Sono stati giorni di pensieri, tanti pensieri che mi annullavano lasciandomi in quella sensazione di frustrante annichilimento che mi ha accompagnata in quei tragici interminabili venti minuti. Eppure devo farlo, anche a distanza di quasi una settimana, lo devo a tutte le persone vittime di questa assurda violenza diventata oramai endemica e lo è perché essa è sistemica. I troppi omicidi di donne, i troppi omicidi di trans, le troppe aggressioni a gay, lesbiche e i diversi di ogni tipo.
L’assurdità dell’accaduto la sua imprevedibilità continuano a interrogare la mia coscienza, dovrebbero interrogare quella di tutte e tutti noi”.
ha scritto Porpora Marcasciano.