La Corte Costituzionale turca ha ordinato l’oscuramento del più grande media di notizie digitali del paese, il portale T24, al suo sito web e ai suoi account sui social per propaganda LGBT. Bloccato anche l’accesso a oltre 190 account X, tra cui quelli di importanti giornalisti, economisti e politici per aver reso pubblico uno dei più grandi scandali finanziari del Paese che il presidente Erdogan vuole celare all’opinione pubblica.
La presunta propaganda LGBT diventa, quindi, una scusa per una censura sempre più evidente nell’ambito di una deriva sempre più autoritaria di Erdogan.
La Turchia, ancor più dell’Ungheria, resta il paese “peggiore” di questa parte di mondo per i diritti degli omosessuali.
Gli episodi di intolleranza da parte delle istituzioni e delle forze di polizia si ripetono con sempre maggiore frequenza.
A Smirne, qualche settimana fa, la polizia è intervenuta pesantemente con i lacrimogeni contro i partecipanti ad una manifestazione LGBT, ancora prima erano state arrestate 160 persone che, secondo l’accusa generica, agivano contro “i valori tradizionali della famiglia”. Coinvolte associazioni LGBT, ma anche altre associazioni che si occupano del sociale e persino aziende: è successo un po’ ovunque, nel paese, a Istanbul, Ankara, Izmir, Aydin, Mersin e in totale in 15 altre province della Turchia.
A luglio c’era stato un altro episodio clamoroso: alla nave “Scarlet Lady” era stato vietato l’attracco nel porto di Kuşadasi in quanto utilizzata dagli organizzatori, una compagnia americana, per la prima crociera LGBT, frequentata, secondo le autorità turche, da persone con “comportamenti incompatibili con il tessuto della nostra società e con i nostri valori morali“.
Gli episodi di intolleranza LGBT sono innumerevoli, la lista degli episodi potrebbe continuare all’infinito.
L’omosessualità non è un reato in Turchia, ma è sicuramente vista di malissimo occhio: sia dalle autorità sia dalla società, ancora così profondamente maschilista. Non esiste il riconoscimento delle unioni omosessuali e non ci sono leggi specifiche contro la discriminazione.
Questa è la Turchia di Erdogan e – peggio – la Turchia della maggior parte dei cittadini turchi.
Un paese che – incredibile ma vero – crede ancora di poter far parte della decadente, ma civile, Europa….
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