“Un colpo di stato elettorale”: così il leader di +Europa Riccardo Magi ha definito la riforma elettorale giunta in Senato, avviando uno sciopero della fame, insieme ai partecipanti alla staffetta non violenta, dall’1 al 7 ottobre.

Contro quel Melonellum truffa che toglie potere ai cittadini, al Parlamento, al Presidente della Repubblica, minando la democrazia e la nostra Costituzione.

“Una delle peggiori leggi elettorali della storia repubblicana che altera il rapporto tra voti e seggi per fabbricare una maggioranza parlamentare artificiale, introducendo una logica plebiscitaria estranea alla nostra forma di governo”, precisa Magi, “aprendo privilegi per i partiti già insediati, mentre la democrazia italiana avrebbe bisogno di più rappresentanza, più spazi del dissenso, più concorrenza, più possibilità di ingresso e di cambiamento”.

I pensieri di Giorgia Meloni....
I pensieri di Giorgia Meloni….
Le opposizioni concordano sul fatto che si tratti di una legge scritta dal potere su misura del proprio tornaconto.
Punto chiave dell’iniziativa radicale è il consentire la raccolta digitale delle firme per la presentazione delle liste elettorali, ricordando come, per una forza politica nuova che volesse presentarsi in tutto il Paese, sarebbero richieste almeno 450 mila sottoscrizioni.
Resta così precluso il ricorso a strumenti digitali, quando una piattaforma pubblica esiste già, per referendum e leggi di iniziativa popolare, che consente di verificare identità e iscrizione nelle liste elettorali.
“La Corte costituzionale (sentenza n. 3 del 2025) ha riconosciuto le garanzie offerte dalla firma elettronica qualificata”, ha concluso il leader di +Europa, avviando la protesta non violenta, ricordando come la democrazia sia una competizione aperta e non una partita con il risultato scritto prima di iniziare.

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