C’è una strategia chiara, in Europa, ma anche in Italia, denunciata nel documento “Ripristinare l’ordine naturale. Un’Agenda per l’Europa” redatto dall’ Epf (European Parliamentary Forum for Sexual & Reproductive Rights) che ci fa capire quanto questi gruppi sovranisti e nazionalisti stiano perseguendo un programma preciso di infiltrazione nelle aree istituzionali con l’intento di stimolare una legislazione che limiti i diritti di autodeterminazione

Questa strategia è messa in atto in ogni Paese europeo e quindi anche in Italia e quello che sta accadendo in molte regioni rispetto ad aborto, contraccezione e in generale sui diritti sessuali e riproduttivi ne è una testimonianza.
Gli attacchi alla l.194 si sono susseguiti nel corso degli anni, ma mai come oggi trovano un terreno fertile.
Dobbiamo purtroppo ancora rilevare che persiste una grande disomogeneità rispetto alla presenza e ai servizi offerti dalla rete dei consultori sul territorio nazionale, e quindi nell’applicazione effettiva della legge 194 sui percorsi di maternità consapevole e di interruzione volontaria di gravidanza.

Questo vuol dire che il diritto alla salute delle donne non è garantito in maniera omogenea in tutte le Regioni italiane”, Il tasso di fecondità è direttamente proporzionale all’attenzione alla salute consapevole della donna, per questo i contraccettivi sono inseriti dall’OMS tra i farmaci indispensabili”.

La situazione nazionale è a macchia di leopardo, perché pur avendo una stessa legislazione in tema di contraccezione e aborto l’applicazione delle leggi è delegata alle Regioni che hanno competenza esclusiva nella regolamentazione dei servizi e di attività destinate alla tutela della salute.

Assistiamo a normative diverse da Regione a Regione sia per quanto riguarda la contraccezione, l’aborto farmacologico e la risposta al grave problema dell’obiezione di coscienza dei medici e del personale sanitario. Purtroppo dobbiamo rilevare che persistono gravi criticità nelle Regioni amministrate dal centrodestra dove il tema dell’autodeterminazione e dei diritti sessuali e riproduttivi è più osteggiato e dove si rilevano violazioni importanti di questi diritti.

Anche il depauperamento dei consultori è una criticità strettamente collegata al tema della contraccezione, dell’aborto e dell’educazione sessuale nelle scuole, materie su cui i consultori potrebbero incidere molto se solo fossero messi nelle condizioni di farlo. Oggi i consultori sono solo 0,6 ogni 20.000 abitanti. Ce ne dovrebbero essere 1 ogni 20.000 abitanti. Inoltre molte sedi di consultorio familiare sono servizi per l’età evolutiva o dedicati agli screening dei tumori e pertanto non svolgono attività connessa al servizio di interruzione volontaria di gravidanza

Le donne devono avere il diritto di decidere quanti figli desiderano avere, in quale momento e che sia possibile avere accesso alle informazioni ed a tutti i supporti per esercitare i diritti che la legge garantisce loro: le Regioni devono destinare investimenti per proteggere la salute ed i diritti riproduttivi.
La legge 194 è stata una conquista per le donne, non lasciamo che rimanga, per molte di loro, inapplicata.
Laura Onofri

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