E’ questo il cambiamento che negli anni recenti ha trasformato non solo l’economia ma anche il tessuto sociale e il modo di relazionarsi e trascorrere il tempo libero in città.
I luoghi di ritrovo sono cambiati e la voglia di stare assieme è cresciuta.

In molte città italiane ed europee esiste il problema della movida. Purtroppo da 5 anni il polo dei Murazzi è chiuso e l’area del Valentino con gli storici locali e gli imbarchini sono solo un ricordo del tempo che fu.

Nuove piazze e nuovi locali sono ora la meta della movida cittadina e, purtroppo, spesso salgono alle cronache per episodi di intolleranza e di inciviltà da parte dei frequentatori. I residenti sono esasperati per il rumore notturno e la sporcizia, le Forze dell’Ordine sono costrette ad intervenire per ricondurre a livelli di civiltà gli assembramenti notturni.

E’ necessaria una svolta che permetta una convivenza civile tra i tanti giovani che hanno scelto la nostra Città per studiare e formarsi ed i residenti che giustamente vogliono vivere in santa pace a casa propria. É fondamentale dare risposte concrete: consentire la riapertura dei locali che sono stati chiusi nelle aree lontane dalle abitazioni, bloccare le autorizzazioni ai finti negozi di vicinato che vendono alcolici nelle ore serali e notturne, contingentare l’accesso alle zone più calde nel rispetto delle normative Covid-19.

Torino cambia: da città dell’auto a città di università turismo e industriaLa strada certamente è complessa ma è l’unico percorso per cercare di contemperare le richieste dei cittadini residenti e quelle degli avventori.

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