D: Per cosa ti premiano?
R: Mi premiano per la prima edizione del premio Claudio Nobis, dedicato al noto giornalista automobilistico. Questo premio è dedicato alle giovani promesse del Car Design.
D: Come vedi la continua nascita di queste scuole di Car Design?
R: Non è la quantità è la qualità dell’insegnamento ovvero in queste scuole ci devono essere dei professionisti di settore perchè affidare l’insegnamento a degli ex studenti non può portare risultati perchè esse sono prive di un curriculum vitae lavorativo (sul campo)… Tanta teoria ma poca pratica.
D: La nazione/i con i Car Designer più promettenti in questo periodo?
R: Non c’è una nazione ma vi sono luoghi che possono influenzare un’educazione al bello come città d’arte che indirettamente ti imprimono il senso della proporzione, l’ordine ed il contrasto; però come in tutte le cose della vita anche qui c’è una contraddizione poichè vi sono paesi poveri ove esiste l’esigenza di emergere e di affermarsi sfruttando il talento nascosto.
D: La cosa più bella che hai visto al Salone dell’Auto di Torino?
R: Non la cosa che ho visto, ma che ho sentito. PaoPaPao… mia figlia indicando me in una foto su una Ferrari.
D: Abbiamo saputo che stai facendo delle personalissime personalizzazioni per dei collezionisti di auto moderne possessori di marchi molto importanti…
R: E’ la ferrari 812 Super Fast che ti ho fatto proprio vedere poco fa… Era di un collezionista che voleva davvero che fosse qualcosa di unico al mondo.
D: Bellissima l’idea del motore trasparente che hai avuto…
R: Certo! Perchè il motore era troppo bello per restare nascosto.
D: Torino tornerà ad essere capitale dell’auto?
R: Lo è… Non ha mai perso il primato, fino a prova contraria è la Fiat che compra le aziende, non il contrario. Il problema semmai è togliersi il brutto vizio di ragionare con l’idea del mercato locale “nazionale”. Le leggi della globalizzazione parlano al di la dei confini e creano siti produttivi dove c’è l’esigenza.
D: Che impressione ti fa essere accostato ad importanti nomi del passato nel mondo dell’industria automobilistica?
R: Mi fa paura perchè parlano di persone che hanno lasciato il segno facendo prodotti rinomati e apprezzati in tutto il mondo. Semmai mi ritengo una promessa ma ho la consapevolezza delle mie capacità e dei riconoscimenti che ogni giorno la vita lavorativa mi offre.
D: Progetti futuri?
R: Portare in strada ALMAS, prodotto unico e singolare, scultorea… Mi piacerebbe che essa fosse la detentrice degli stili della futura Auto Mole.
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