Search

Intervista a Pino Strabioli

D: Come nasce il tuo grande amore per la TV?

R: Il mio amore per la TV è cominciato quando ho iniziato a lavorarci, ho capito la potenza, la forza di questo mezzo. gli anni di UnoMattina mi hanno fornito gli strumenti, la confidenza con la telecamera, il rispetto e la responsabilità che non vanno mai dimenticati anche quando si affrontano argomenti leggeri.

D: Parlaci un po’ del tuo amore per la narrazione…

R: Mi piace la narrazione, con “grazie dei fiori” il programma dedicato alla storia della musica insieme a Gino castaldo abbiamo provato a raccontare l’Italia attraverso la canzone, così ho cercato di regalare al pubblico un racconto anche quando mi è stata offerta la possibilità di realizzare gli speciali su donne straordinarie e uniche come Patty Pravo, Mina o Carla Fracci.

D: Un ricordo che ti è particolarmente caro?

R: Non ce n’è uno… i miei ricordi televisivi sono quelli dei varietà inimitabili a firma Antonello Falqui, un popolo di volti e voci che restano impresse. L’elenco sarebbe lunghissimo. certo l’esser poi salito sul palcoscenico e l’essere diventato amico di Gabriella Ferri, Franca Valeri, Paolo Villaggio che da ragazzo vedevo in TV è stato come veder realizzato un sogno.

D: Il tuo amore per il collezionismo?

R: Non sono un grande collezionista, ho una quarantina di cavalli a dondolo fra piccoli e grandi, il cavallo a dondolo è un’immagine poetica, è il movimento. Da poco me ne ha regalato uno un artista bravissimo che si chiama Stefano Conticelli.

D: La trasmissione televisiva a cui hai partecipato e a cui sei rimasto più affezionato?

R: Ho amato e amo tutte le trasmissioni che ho fatto, certo le otto puntate dedicate ai vizi capitali con paolo poli non le dimenticherò mai.

D: L’importanza, in quanto momento storico, della cultura LGBT?

R: Il momento storico non è dei migliori, soffia un vento che non mi piace, stiamo tornando indietro, ogni giorno dobbiamo assistere a discriminazioni e violenze, c’è una recrudescenza, si sta sviluppando diffidenza, giudizio verso le diversità di ogni tipo, il modello imperante sembra essere l’omologazione. Torniamo a parlare di quanto ci sembrava acquisito e superato. Chi combatte le differenze alimenta l’ignoranza e l’ignoranza se spinta all’estremo diventa pericolo.

D: Progetti futuri?

R: Il 4 luglio condurrò nella bellissima Villa Giulia a Roma la diretta del Premio Strega. Sono onoratissimo e felice di questa occasione che il direttore di Rai Tre Stefano Coletta mi ha offerto.

D: Descriviti in una manciata di parole…

R: Non saprei descrivermi, preferisco descrivere gli altri, i personaggi che racconto attraverso le mie interviste, non sono un uomo interessante, pigro, quasi astemio, poco propenso all’avventura, mi piace ascoltare, sono contento quando la gente per strada mi ringrazia perchè ha visto questo o quel programma, perché è venuto a teatro.

D: Una domanda che non ti ho fatto ma che avresti voluto che ti facessi?

R: Non mi hai chiesto se sono felice… ma hai fatto bene, non avrei saputo risponderti.

D: Quanto può essere importante il materiale d’epoca per le generazioni future?

R: La Rai ha un forziere straordinario, le nostre teche sono una ricchezza infinita, da un pò di tempo le stiamo valorizzando molto, certo dovremmo riuscire ad avvicinare i giovani al passato, incuriosirli, raccontargli chi c’è stato prima di noi. La memoria è il motore della cultura. La Curiosità vi tiene vivi. Sapere, scoprire, approfondire aiuta a sentirsi liberi dai condizionamenti.

Related posts

Lascia un tuo commento

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: