In una strada a ridosso di Marble Arch, ad una sola fermata da Corus Hyde Park, un fresco stencil tappezza un muretto grigio. Uno slogan recita “From this moment despair ends and tactics begin”, accanto vi è rappresentata una bambina con il capo velato, una palettina, una piantina verde appena piantata che spunta dal suolo, e nella sua manina stringe un cartellino con il simbolo di Extinction Rebellion, un gruppo di ecologisti che denunciano l’emergenza dei cambiamenti climatici.

I manifestanti alcuni giorni fa avevano animato Londra e proprio davanti a questo muretto, durante le dimostrazioni avevano organizzato un accampamento base. Secondo voci, si ritiene che il graffito sia stato creato da Banksy in quanto lo stile, la tecnica usata, sembra essere proprio dello street artist più famoso e misterioso al mondo. L’artista non ha ancora confermato la paternità del murale, cosa invece che ha fatto subito via Twitter Extinction Rebellion e che ora intende proteggere.

Intanto l’opera continua ad essere il punto di pellegrinaggio soprattutto per gli ammiratori di Banksy e non solo, infatti accorrono in una caotica ressa maniaci del selfie, fotografi professionisti, curiosi, giornalisti, cani sbigottiti. Schiamazzi ed escamotage per intrufolarsi passando avanti, mettersi in posa accovacciati per uno shooting sul piccolo grande set dall’illuminazione scenica.

Un vero e proprio assalto alquanto maleducato, sorry -mi domando- dov’è finito il vero Englishman con il suo aplomb?

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