D: Vi aspettavate che la giunta comunale vi desse il patrocinio?

R: Inizialmente non ce lo aspettavamo ma siamo partiti dal presupposto che non si può essere pregiudizievoli cadendo nel rischio di pensare che le cose possano andare sempre in un certo modo, cioè in questo caso negativo, perchè si rischierebbe di fare ciò che spesso accade, mettere un pò i carri davanti ai buoi senza in realtà darsi delle opportunità, delle possibilità… Probabilmente noi siamo un pò di più di quelli che sono i nostri partiti, i nostri ideali e siamo anche delle persone che sanno riconoscere i valori dei diritti civili. Per questo è stato possibile aprire una breccia.

D: Quale è stata la difficoltà maggiore?

R: Beh, sicuramente sapere che all’interno dell’attuale giunta c’è una forza un pò più conservatrice. Più che una difficoltà è stata una paura, cioè quella di poter trovare delle chiusure, delle rigidità che arrivassero proprio da quell’ala un pò più estremista. La difficoltà non è tanto accaduta quanto quella accade adesso, che è quella di mettere assieme i tavoli tecnici per trovare il tavolo “giusto” – ma giusto lo metterei tra le virgolette – per poter costruire il primo Pride.

D: Quali sono gli eventi di accompagnamento al Pride?

R: Innanzitutto noi ci teniamo a ringraziare, al di la del patrocinio del comune e della provincia, tutte le realtà del territorio che hanno aderito entusiaste al Pride; ad esempio abbiamo avuto il patrocinio dall’università e con loro abbiamo costruito un ricco calendario di conferenze toccando tutte le aree della discriminazione in quanto “Tessere le identità” fa parte del nodo anti discriminazione della provincia di Alessandria. Questo è un Pride intersezionale che va a toccare le altre minoranze dunque un progetto con l’università, un concerto con il conservatorio, una rassegna teatrale con la compagnia Stregatti, un progetto interessante con l’Istituto Fermi Moda con i ragazzi della quarta nella realizzazione di abiti legati alle icone gay e non da meno ad esempio gli appuntamenti alla Mondadori per la presentazione di libri o gli aperitivi per la raccolta fondi, i concerti con le band locali… un calendario molto ricco.

D: Ringraziamenti particolari?

R: Sicuramente alla cittadinanza che ci ha accolto e ci sostiene da circa 6 anni, dal primo cineforum, quando pensavamo che non sarebbe arrivato nessuno, invece la risposta fu altissima. Quindi il ringraziamento va a tutti coloro che sono con noi in questo viaggio perchè noi siamo loro e viceversa e a tutte le realtà citate poc’anzi che ci sostengono.

D: Una domanda che non ti ho fatto ma che avresti voluto che ti facessi…

R: Qual’è la realtà LGBTQI nel nostro territorio? Ti rispondo che c’è ancora molta omertà, molta fatica e molto bigottismo… le città piccole, che si definiscono di provincia, sono ancora legate ai giochi tipici della provincia stessa perciò non è semplice fare “coming out”, metterci la faccia, uscire allo scoperto. Sono ancora moltissimi i ragazzi che ci chiedono aiuto allo sportello di ascolto, ogni Giovedì dalle 17 alle 19, che vengono timidamente spesso parlandoci di famiglie che non vogliono accogliere la loro omosessualità o di problematiche nelle scuole, ecc.. e poi c’è una bella fetta anche di omosessuali repressi Alessandrini… omosessuali che hanno scelto di aderire a un conformismo cioè a quella che può essere la scelta di una famiglia tradizionale per poter vivere una vita che probabilmente credevano impossibile.

D: Che cosa suggerisci alle realtà associative LGBTQI e non?

R: Suggerisco più coerenza quando si dice di essere uniti. Noi abbiamo assistito in questi anni alle rotture e alle spaccature all’interno della comunità LGBTQI, nello specifico con l’Arcilesbica, quando sono state prese delle posizioni contro le donne transessuali e transgender. Queste forme di omofobie, che sono ancora all’interno della comunità, arenano e bloccano quello che può essere veramente il percorso di emancipazione e libertà, quando si vuole a tutti i costi dire che l’altro deve essere quel tipo di omosessuale, quel tipo di lesbica, ecco che si incappa in quello che è un ulteriore pregiudizio e credo che la comunità LGBTQI, ma la comunità intesa come l’umanità, debba smontare questa cosa se si parla di uguaglianza tra l’altro all’interno di realtà associazionistiche dove questo non deve più avvenire. Io dico questo… “il più grande diverso che c’è fuori di noi prima di tutto è dentro di noi e se non non lo accogliamo non lo rintracciamo beh… è molto difficile accettare quello che c’è fuori da noi”.

 

[NDR.] Alessandria Pride si terrà il 1 Giugno 2019. Info: www.tessereleidentita.it

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