Lui è Gino Sorbillo, lo conoscete tutti, l’imprenditore che sin da piccolo ha faticato per portare Napoli nel mondo. L’altro è Andrea Maresca, artista e imprenditore, creatore di Spiff.
Non si fece richiamare, si formò sulla questione e mi aprì le porte della sua azienda. A lui interessava la libertà.
Nello stesso momento c’era Leopoldo Infante, altro grande imprenditore, che come lui resse nell’immediato quanto io andavo a dire nelle aziende per difendere il lavoro delle persone trans, la dignità.
Poi mi fermo a comprare “Queer. Storia culturale della comunità LGBT+”, il libro che attendevo da mesi di Maya De Leo. Della EINAUDI, immaginate!!!
Lo sanno le persone LGBT+ che la nostra narrazione è stata sempre nascosta tra gli scaffali delle librerie? Che è stata sempre solo relegata al piccolo spazio “artificiale” realizzato per la comunità LGBT+? L’ho trovato tra i testi di sociologia.
Ci metto anche la ragazza giovanissima che con la sua piccola prole dice all’amica “a tranZ”, perché capisco che non se ne fa una ragione, e che alcune cose ancora devono essere destrutturare.
Ma la Storia cambia perché gli imprenditori cambiano, e il lavoro cambia le vite, permette la socialità secondo le proprie necessità, e loro sono immensi. E cambia perché un libro straordinario come questo non viene più nascosto, è LETTERATURA.
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