Lui è Gino Sorbillo, lo conoscete tutti, l’imprenditore che sin da piccolo ha faticato per portare Napoli nel mondo. L’altro è Andrea Maresca, artista e imprenditore, creatore di Spiff.

Alle 16 smetto al lavoro e corro a Napoli e succede che incontro l’umanità, che viene a risollevarti anche nei momenti più faticosi e difficili della giornata.
Gino mi ferma ogni volta che mi vede, mi chiama per trascorrere ore a parlare di tutti i temi sensibili che tocco. Mi chiama, solleva la voce e fieramente mi fa accomodare accanto a lui come fossi la sua più grande amica. Lo stesso imprenditore che un decennio fa chiamai per la prima volta a supportarmi nella mia impresa #orgogliotrans.

Non si fece richiamare, si formò sulla questione e mi aprì le porte della sua azienda. A lui interessava la libertà.

Nello stesso momento c’era Leopoldo Infante, altro grande imprenditore, che come lui resse nell’immediato quanto io andavo a dire nelle aziende per difendere il lavoro delle persone trans, la dignità.

E proprio da Leopoldo che inizia il mio viaggio di oggi, a Piazza San Domenico, per bere qualcosa perché non avevo nemmeno pranzato.
Lì mi ritrovo Andrea Maresca che mi abbraccia e mi regala il suo mondo, la sua fantasia, l’idea fantastica e risoluta di proiettare la libertà nell’arte nella cornice napoletana.
E parliamo dell’aria, parliamo del peso dell’ossigeno, di quanto dobbiamo sentirci, mentre mi regala una delle sue opere, una bimba col suo unicorno, a me che una bimba lo sono stata solo nella fantasia.

Poi mi fermo a comprare “Queer. Storia culturale della comunità LGBT+”, il libro che attendevo da mesi di Maya De Leo. Della EINAUDI, immaginate!!!

Lo sanno le persone LGBT+ che la nostra narrazione è stata sempre nascosta tra gli scaffali delle librerie? Che è stata sempre solo relegata al piccolo spazio “artificiale” realizzato per la comunità LGBT+? L’ho trovato tra i testi di sociologia.

Sta cambiando la Storia.
Io sono Trans, cammino per Napoli dove come donna, e se riconosciuta come donna trans, subisco molestie continue. E nelle molestie ci metto anche quelli che spesso reputiamo come complimenti e che invece mi svestono, mi denudano per strada.

Ci metto anche la ragazza giovanissima che con la sua piccola prole dice all’amica “a tranZ”, perché capisco che non se ne fa una ragione, e che alcune cose ancora devono essere destrutturare.

Ma la Storia cambia perché gli imprenditori cambiano, e il lavoro cambia le vite, permette la socialità secondo le proprie necessità, e loro sono immensi. E cambia perché un libro straordinario come questo non viene più nascosto, è LETTERATURA.

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