“Quando si prende una via contro la libertà, si inizia con la sessualità e si finisce in altro”.
È il pensiero di Valentina Nappi, che abbiamo incontrato a Torino, in via Garibaldi, impegnata in un gazebo promosso dai Radicali per la raccolta di 50mila firme contro la Tassa Etica.
Obiettivo: abolire quell’addizionale del 25% su Irpef e Ires che colpisce i redditi di chi lavora, produce e commercia nel settore del porno, compresi i creator di piattaforme digitali.

 

La proposta di legge radicale, presentata in Senato a fine gennaio, con il sostegno di esponenti di Azione, Italia Viva e dem, per essere discussa in Parlamento, dovrà avere il supporto di 50mila firme.

Un’imposta aggiuntiva ritenuta dai promotori assolutamente discriminatoria e incostituzionale, perché basata su giudizi morali, anziché sulla mera capacità contributiva, punendo attività lecite per lo Sato.

Al banchetto torinese, oltre i volontari e al presidente di Europa Radicale Igor Boni, in abito lungo rosa chiaro vi è la famosa Valentina Nappi, insieme alla federalista europea Debora Striani e alla divulgatrice scientifica Luiza Monteanu, impegnata sul nucleare e sui diritti delle persone, “oltre i luoghi comuni femministi”.
Tutte e tre sono promotrici, coinvolte in prima persona anche nella comunicazione per l’iniziativa “Stop tassa etica”.

Igor Boni e Debora Striani in via Garibaldi a Torino, duranteil pomeriggio trascorso al gazebo informativo contro la Legge Etica. (29.5.2026)
Igor Boni e Debora Striani in via Garibaldi a Torino, duranteil pomeriggio trascorso al gazebo informativo contro la Legge Etica. (29.5.2026)

Campana, mediterranea, occhi scuri intensi, senza alcun eccesso al trucco, pronta e precisa nelle sue argomentazioni, la famosa pornostar dai mille interessi (dalla collaborazione con Micromega, alla passione per i rettili e il vintage), da oltre dieci anni si aggiudica premi e riconoscimenti a livello internazionale per i suoi ruoli nel cinema hard, in cui è sempre quanto mai richiesta, anche se ammette: “Ci sono mie colleghe molto più belle di me, ma che non hanno fatto carriera”.

Una protagonista brillante e impegnata che si è imposta da tempo nell’immaginario collettivo, rispetto tante sue colleghe anonime, come in passato fu per Cicciolina (Ilona Staller), eletta in Parlamento, da quel Partito dell’Amore, fondato nel 1991 (nell’orbita del Partito Radicale di Pannella), con la partecipazione della grande classe e bellezza di Moana Pozzi. Una testimonianza forte, sempre in grado di argomentare e smontare facili luoghi comuni.

Un primo piano di Valentina Nappi.
Un primo piano di Valentina Nappi.

Nel cahier de doleance sulla Tassa Etica, i promotori hanno anche dipinto l’Agenzia delle Entrate come una sorta di polizia morale in stile Iran, che decide quali contenuti siano tassabili e da penalizzare, “ma lo Stato non può tassare di più un settore lavorativo, perché lo ritiene non etico e scomodo”.

A Valentina Nappi abbiamo posto alcune domande.

– Come sta andando la raccolta firme ed è sottoscritta più da uomini o donne?
“Va bene. Anche se tante persone preferiscono sottoscrivere on line. Certo mi ha colpito una certa diffidenza che ho percepito davanti allo stadio a Napoli, chiaramente in un universo prevalentemente maschile”.

L’impegno sociale è importante, ma non vediamo tanti colleghi: non ci sono casi di sfruttamento e irregolarità nel settore del porno?
“Io partecipo a grandi produzioni e si gira spesso in Ungheria. Poi, certo, vi sono realtà locali e amatoriali su cui non posso dire molto.. Certo se vedo qualcosa che non va lo segnalo con determinazione e ho notato che diversi creator hanno iniziato a fare porno per arrotondare”.  

– Le grandi produzioni sono all’estero?
“La tassazione non ha alcun effetto se non spostare ulteriormente le produzioni all’estero, in un settore già  fortemente presente in altre realtà”. (Da qui lo slogan “oltre alla fuga dei cervelli assisteremo anche alla fuga della f…”).

– Perché contro questa tassa?
“Non esiste in nessuna realtà europea. E’ una discriminante punitiva che pesa su una realtà lecita. In Italia è una legge del 2006 quando la produzione era poca cosa. Non è certo per prendere soldi”.

 

La raccolta firme continua anche nei prossimi giorni.
La raccolta firme continua anche nei prossimi giorni.

– Diversi anni fa ti sei dipinta come una “donna post borghese”?
“Un modello di donna post borghese che non perde la dignità a secondo di con chi si vada a letto. E’ un messaggio di libertà per vivere nel modo più sincero la sessualità, con cui ho aiutato diverse ragazzine che mi scrivono a essere e sentirsi libere, e ora sono in piazza a raccogliere le firme e poco importa se i colleghi non ci sono, perché io ci credo, come in tutte le cose che faccio nella mia vita”. 

– Come vedi il futuro?
Mi vedo uguale, non cambierò, ma non mi preoccupo del mio futuro e del futuro in genere. Amo la tecnologiae penso che l’IA cambierà molte cose, anche a livello lavorativo, come fu per la rivoluzione industriale. Mi piace e credo nel progresso, come per il sesso. Vedremo cosa succederà, Mi preoccupa molto se si dovesse intraprendere una via che limita le libertà, spesso si inizia con la sessualità e si finisce altrove”.

– Come giustifichi il successo?
“C’è una bella differenza a fare porno solo perché conviene o averne una passione. Mi piace, ci credo. Come in questa raccolta firme, dove sono presente indipendentemente da tutto”.

– Cosa pensi del clima che si respira oggi?
“Se penso ai decreti sicurezza stiamo facendo dei passi indietro. Mi sta anche spaventando, e molto, quanto sta succedendo negli Stati Uniti, dove il 30% delle donne non possono abortire e anche le donne che hanno aborti spontanei devono preoccuparsi, ed è ancora più grave, per leggi cosi paradossali che non favoriscono nemmeno quelle che vorrebbero diventare madri”.

Sulle contestazioni dei “conservatori”, che affermano con queste norme di tutelare i minori (succedeva anche in Ungheria per il “Pride”), Valentina Nappi, intervenendo su lada Parenzo, ha eloquentemente reagito affermando: “A 16 anni si potranno pure fare una…”.  

– Ultima domanda: e Torino?
“Non la conosco, ci sono stata molti anni fa, giusto il tempo di uno spettacolo, senza poter ammirare la città”. (Meglio cosi, che solite frasi fatte).

Il comitato per l'abolizione della Tassa Etica.
Il comitato per l’abolizione della Tassa Etica.

Vedremo se la raccolta firme riuscirà a eliminare un balzello che, per le promotrici, rappresenta un atto discriminatorio, a scopo puramente punitivo, che mira a colpire e colpevolizzare chi lavora nel settore della pornografia, attribuendo un’etichetta di immoralità a tutti coloro che vi operano.
Una norma con un’impostazione che contrasta con i principi fondamentali dell’ordinamento costituzionale, intrisa di bigottismo, che inficia l’uguaglianza fiscale che vieta discriminazioni arbitrarie tra contribuenti.

FIRMA QUI!
https://firmereferendum.giustizia.it/referendum/open/dettaglio-open/5600018

Concludiamo con alcuni slogan che promuovono l’iniziativa con una Nappi su un’italica Vespa, in tutta semplicità:

– “Se non vuoi che lo Stato metta mano nelle tue mutande firma contro la Tassa Etica”.

– “E’ giusto che si paghino le tasse, ma sulla base di quanto si guadagna, non del lavoro che si fa”.

– Contro il moralismo di Stato, contro il paternalismo di Stato, contro l’ipocrisia di Stato: aboliamo la “Tassa Etica”.

 

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