Victor Orban, non da oggi ma oggi più che mai, viola i diritti civili, i principi e i valori europei, reprime le libertà di ciascun cittadino e trasforma in un regime fascista l’Ungheria. La legge anti-pride certifica inequivocabilmente tale metamorfosi e impone all’Unione Europea di attuare contromisure con sanzioni e un blocco dei fondi europei. Accadrà? Lo auspichiamo e lo abbiamo chiesto dalla piazza di Milano, di fronte al consolato d’Ungheria, insieme a molte associazioni che con Europa Radicale hanno manifestato sotto una pioggia battente. Il prossimo 28 giugno saremo al Budapest Pride per violare, tutti insieme, questo provvedimento liberticida.
Milano per ora è stata l’unica piazza in Italia a dire NO ma occorre ben altra mobilitazione. “Vietare il Pride non impedisce all’amore di scendere in piazza” ha ricordato giustamente Raffaella Stacciarini della Associazione Enzo Tortora. Come accade sempre nella storia i regimi reprimono innanzitutto la libertà sessuale, non fa eccezione l’Ungheria che come noto è il primo alleato europeo del Cremlino: l’oscurantismo di Orban è infatti parente stretto dell’imperialismo di Putin. Contro questa deriva il silenzio è complice. E noi tutto possiamo fare tranne che tacere o, peggio, restare con le mani in mano.
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