ll tema era quello delle truffe affettive, ma le donne che hanno vissuto questo dramma: presenti in remoto, hanno fatto quasi le belle statuine per dar spazio a un nugolo di ospiti, ben sette tra politici, avvocati, soubrette e opinionisti, presenti nel salotto di Pomeriggio 5 Estate, condotto da Simona Branchetti, lo scorso 26 agosto.

Ospiti che hanno espresso soprattutto ovvietà con ironia.
E’ il caso dell’avvocato truffato (ma non c’erano già delle protagoniste in diretta che potevano raccontarlo?), della presunta ”esperta” Corinne Clery o del deputato del Popolo della Famiglia Mario Adinolfi, come simpatico piacione. Un quadro che ha palesemente innervosito le due testimoni sul quale si sarebbe dovuta incentrare la trasmissione. Due donne di fatto silenti, o meglio “silenziate”, per far spazio a quanto mai discutibili deduzioni, stereotipi e ovvietà del folto gruppo di opinionisti presente in studio. Ovvio, non si trattava di esperti, si potrebbe replicare, e allora che sono stati invitati a fare? Per farsi pubblicità o per dare peso in termini di audience a una vicenda poco coinvolgente?
Il tutto sotto lo slogan: “Tutto fa spettacolo”.

Da oltre dieci anni seguo il fenomeno delle truffe affettive, che ha assunto risvolti mondiali sempre più complessi e drammatici.
Un tema che non va mai fuori moda e che, per associazioni come Acta (Azione Contro Truffe Affettive e Lotta Cybercrime) rappresenta una costante emergenza. In questo quadro la “performance sociale” di Canale 5 è valsa soprattutto come simpatica sfilata di politici, avvocati e soubrette, spesso da tempo sulla via del tramonto.

Stefania Soldà, durante il collegamento con Canale 5.
Stefania Soldà, durante il collegamento con Canale 5.

In una nota, l’associazione Acta (di cui fanno parte le due donne intervenute o, meglio, presenti alla trasmissione di Canale 5), ha manifestato tutta la sua indignazione per quanto vissuto dalle associate Rossana Tescaroli (Referente Acta Triveneto) e da Stefania Soldà (Ref. Acta Lombardia): “Via la D’Urso, ci auspicavamo una trasmissione come momento costruttivo, ma questo è stato prontamente smentito. I venti minuti dello spazio sono stati distribuiti tra la logorroica conduttrice, che nemmeno ha salutato le donne testimoni, per dare di fatto spazio a ben quattro ospiti presenti in studio e tre in collegamento. Le donne testimoni a stento sono riuscite a dire qualcosa per evitare di passare come delle povere illuse e credulone, per di più stagionate”.
“Da remoto era evidente dalla mimica facciale il disagio e la disapprovazione di Rossana e Stefania. Oggi  il “purchè se ne parli” non funziona più, ma è  tempo che si affrontino come si deve questioni complesse e drammatiche in continua evoluzione altrimenti meglio il silenzio”, conclude la nota di Acta.

“Eravamo perplesse sul partecipare al programma di Canale 5 su un tema ora tornato di moda sui media. Per noi si tratta di  una costante emergenza e non di un simpatico riempitivo mediatico estivo” , c ha dichiarato Rossana Tescaroli, autrice del libro “Anima diAmante”, in cui racconta la sua vicenda di donna che ha subito una truffa affettiva, con le sue drammatiche conseguenze.

 

“Abbiamo ballato un mambo”

 “Abbiamo fatto due passi avanti e uno indietro: noi di Acta sappiamo anche divertirci e facciamo finta di aver ballato un mambo. In studio mancava solo la musica e un mojto per innaffiare il tutto” ha concluso, con un amaro sorriso, Rossana Tescaroli.

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