Il mondo dei “leoni da tastiera” si è riversato sui social contro Minna-Maria Antikainen, 59 anni, la pattinatrice transgender finlandese che, qualche giorno fa, ha inaugurato i Campionati europei di pattinaggio su ghiaccio a Espoo (Finlandia).
Certamente, l’esibizione di Minna-Maria non è stata la più elegante del mondo, forse anche a causa dell’emozione, ma l’alto valore simbolico dell’evento supera la pochezza del gesto atletico: e bene hanno fatto i media finlandesi – certamente più “all’avanguardia” rispetto a quelli italiani, specchio di una società indubbiamente di più “larghe vedute” – ad applaudire al bel gesto, sia degli organizzatori che della stessa Minna-Maria.
All’anagrafe registrato come Markku-Pekku Antikainen, Minna-Maria ha iniziato la “transizione” a donna 16 anni fa, quando di anni ne aveva 43. E, da allora, si è rimessa i pattini da ghiaccio, per coronare un altro suo sogno: sentirsi pattinatrice e pattinare di fronte al pubblico di una grande competizione internazionale. Ed è riuscita a farlo, con grande coraggio e dignità.
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