Nel programma di “+Europa con Emma Bonino” abbiamo scritto a chiare lettere la legalizzazione e regolamentazione della Cannabis; e – coerentemente con le nostre storie e con le iniziative perseguite in questi anni, dentro e fuori dal Parlamento – continuiamo a essere convinti della necessità e dell’urgenza di cambiare al più presto una legge sulle droghe iper proibizionista, rimasta praticamente immutata negli ultimi trent’anni e del tutto inefficace in termini di lotta alla criminalità organizzata. Ne siamo convinti non per ragioni ideologiche, ma anzitutto perché abbiamo ben chiari i dati che ne hanno palesemente dimostrato il fallimento e la dannosità in termini di tutela della salute pubblica e di sicurezza dei cittadini, di inutile dispendio di risorse economiche, di intasamento dei tribunali e di sovraffollamento carcerario.

Legalizzare la Cannabis garantirebbe ai sei milioni di consumatori, spesso giovanissimi, la possibilità di acquistare un prodotto controllato e meno dannoso, evitando di entrare in contatto con il mercato nero e di finanziare la criminalità. Permetterebbe allo Stato di destinare risorse economiche per contrastare le mafie, piuttosto che disperderle in inutili operazioni che umiliano il lavoro delle forze dell’ordine e intasano l’amministrazione della giustizia, volte a sequestrare pochi grammi di Cannabis dalle tasche dei consumatori e, nelle migliori delle ipotesi, dei piccolissimi spacciatori.

Da quando +Europa è presente in Parlamento, per questi motivi, abbiamo lavorato per cambiare una normativa irragionevolmente repressiva. Più di recente lo abbiamo fatto con una proposta di legge a mia prima firma, già approvata in Commissione Giustizia, nel tentativo di aprire anche in Parlamento un dibattito serio e costruttivo su questa grande questione sociale che riguarda le vite di milioni di persone. Abbiamo poi provato a cambiarla per via referendaria, insieme all’Associazione Luca Coscioni, Meglio Legale e altri, mobilitando in tempi record più di 600mila persone, prima che la Corte Costituzionale dichiarasse inammissibile la proposta, con motivazioni che non trovano fondamento nel testo della Costituzione. Continueremo a farlo, con convinzione, perché è una questione che riguarda da vicino le vite e la salute di milioni di persone, oltre che i loro Diritti, e siamo convinti che anche su questo tema la società sia più pronta di quanto non lo siano molti tra i grandi partiti.

Riccardo Magi

Presidente nazionale di +Europa e candidato della coalizione progressista nel collegio uninominale della Camera di Piemonte 1-01 (Torino) nonché capolista nei collegi plurinominali di Piemonte 1 della Camera