Mentre centinaia di donne transgender ucraine sono state bloccate nel loro tentativo di fuggire dall’Ucraina in questo mese di guerra, in quanto i loro documenti riportano ancora i dati di nascita di genere maschile, l’Ucraina riesce comunque a distinguersi per un fatto positivo.
Secondo informazioni comunque frammentarie e non del tutto confermate, vista anche la delicata natura delle operazioni, a Kiev risulta essere operativa la cosiddetta “Brigata Unicorno”, una formazione paramilitare che sarebbe composto esclusivamente da appartenenti alla comunità LGBTQ ucraina.
Come raccontato dall’attendibile media tedesco Deutsche Welle, tutto prende spunto dalla battaglia (civile, in questo caso) di Viktor Pylypenko, ex volontario militare ucraino, in azione nel Donbass già dal 2014, diventato attivista dei diritti umani e fondatore di un’associazione per la tutela dei diritti della comunità LGBTQ,  ancora largamente osteggiata nell’Ucraina pre-guerra.

Nel 2018, poi, Pylypenko divenne il primo soldato ucraino a dichiarare la propria omosessualità. Ma presto è stato emarginato dai suoi stessi commilitoni. Del resto, già all’arrivo dei separatisti filo-russi, nel 2014, nella regione del Donbass è cominciata una campagna omofobica senza precedenti, che ha causato aggressioni e atti di violenza contro la comunità LGBTQ.

Viktor Pylypenko durante una manifestazione.
Viktor Pylypenko durante una manifestazione.
Eppure, Viktor Pylypenko non si è dato per vinto: e ora che la difesa della Patria chiama, ha organizzato militarmente la “Brigata Unicorno”. Che, forse, non si chiama neppure così, mantenendo un nome top secret, perché  – come dice lo stesso Pylypenko – “nel comando militare potrebbero esserci degli omofobi che non permetterebbero l’esistenza di questa brigata”. Formata da civili ucraini legati alla comunità LGBTQ, che hanno imbracciato il fucile (e il coraggio) per difendere il loro Paese.

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