Sembrava un coro degno di uno stadio che esulta, quello dei No Vax che ha accolto in piazza a Milano il premio Nobel per la medicina dal 2008 professore Luc Montagnier, biologo e virologo francese, direttore emerito del Centre national de la recherche scientifique e dell’Unità di Oncologia Virale dell’Istituto Pasteur di Parigi.

Tra le varie asserzioni oltre a quella che i No Vax salveranno il mondo, nonostante i sei milioni di morti, il professore Montagnier avrebbe sostenuto che i vaccini non proteggono dal Coronavirus e sue varianti, ma al contrario ne favorirebbero altre infezioni, e che la  proteina contenuta nei vari vaccini avvelenerebbe organi importanti, e in sintesi che uccide.
Montagnier avrebbe anche aggiunto che la scienza avanza sempre, che un virus nuovo sarebbe presente in nostro aiuto, riferendosi evidentemente alle variante del Covid, e che la combinazione dei batteri e del virus uniti riuscirebbe a dare la malattia da Coronavirus, ed ancora che dal principio della pandemia, grazie all’impegno di alcuni professionisti è stato provato che un antibiotico potrebbe fermare il virus, oltre a ciò ha detto che i virus non  sarebbero sensibili agli antibiotici, che si sarebbe trattato di un batterio e che questo batterio lo avrebbe trovato recentemente una equipe italiana capitanata dal dottor Brosnia, studi che non sono stati ancora pubblicati, ma ci sarebbero però delle immagini di batteri intestinali pieni di virus, e che l’infezione dal virus pandemico nascerebbe proprio da batteri e virus, e andrebbe combattuta anche grazie all’igiene.

A fronte delle suddette dichiarazioni del professore Montagnier, viene naturale confrontarle con le altre illuminanti interviste televisive da lui rilasciate in precedenza, dal cui confronto però si evincono grandi contraddizioni, fra tutte quella nella quale il premio Nobel sembrava convinto di avere studiato il Coronavirus da SARS-CoV-2 congiuntamente al collega, il biomatematico Jean-Claude Perez, col quale aveva analizzato la descrizione del genoma del virus RNA, e che erano stati i primi a farlo, dicendo che la sequenza dell’AIDS è stata inserita nel genoma del Coronavirus per tentare di fare un vaccino.

Montagnier, sempre mettendoci la faccia sosteneva su reti internazionali, che il Covid era nato in un laboratorio cinese di Wuhan, ma finanziato da un altro potente paese, con l’unico scopo di sperimentare un vaccino contro l’HIV, che definì “Un lavoro da apprendisti stregoni” dal momento che appunto da un laboratorio sarebbe fuoriuscito per un errore il Covid-19, il quale per suo convincimento si sarebbe estinto con certezza in modo naturale, e che queste sue teorie erano supportate dallo studio di un gruppo di ricercatori indiani, che avevano cercato di pubblicare uno studio che mostrava come il genoma completo di questo virus abbia all’interno delle sequenze di un altro virus, quello appunto dell’HIV, e poi che l’equipe indiana aveva ritrattato dopo la pubblicazione, ma la verità scientifica sarebbe emersa.

Il professore Luc Montagnier giunto a 90 anni, che già svariati anni fa era salito improvvisamente sul carro dei No Vax in America, parrebbe dopo dispute con le potenti lobby farmaceutiche, si è seduto in piazza XXV Aprile in mezzo a circa 2000 manifestanti tra No Vax e No Green Pass, e forse il premio Nobel pur parlando di virus, non indossando in modo “Nobel” la mascherina è sembrato anche No Mask.