La crisi pandemica Covid19 che ha investito le nostre vite ha messo in luce, in tutta la sua drammaticità, i tagli agli investimenti alla sanità pubblica e la riconfigurazione del modello di assistenza sanitaria, che penalizza la rete assistenziale di primo livello fortemente radicata sul territorio.

In questo contesto nasce la necessità di riscrivere il destino di abbandono dei vecchi Ospedali Astanteria Martini (in largo Cigna 74) e Maria Adelaide (lungo Dora Firenze 87), dismessi rispettivamente nel 2003 e nel 2016.

In particolare intorno alla riapertura della struttura del Maria Adelaide e al suo futuro, si è aperto un acceso dibattito pubblico, che ha visto attivarsi anche la Circoscrizione 7, che, guidata da una coalizione di centrosinistra, si è sin da subito posta come soggetto collettore e facilitatore delle diverse istanze nate dal territorio.

La straordinaria opportunità del piano di investimenti europeo del Recovery Plan permette quindi di rifondare la prossimità territoriale e l’inclusione che sono valori fondamentali per noi: chiediamo, quindi, di investire per realizzare strutture in grado di garantire accessibilità e accoglienza per pazienti e famiglie, non solo attraverso l’assistenza domiciliare ma anche implementando la telemedicina.

Riteniamo, perciò, che il Maria Adelaide possieda tutti i presupposti per poter essere restituito alla cittadinanza con la costituzione di un Polo di Medicina Territoriale, contribuendo così a potenziare i servizi di sanità nell’area Nord di Torino. Senza sottovalutare che l’estesa dimensione dell’edificio permetterebbe, con la suddivisione degli ambienti e la riconfigurazione degli ingressi, di destinare una parte della struttura alla realizzazione di servizi per gli  studenti vista la vicinanza con i poli universitari del Campus Luigi Einaudi e di Palazzo Nuovo.

Luca Deri

 

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