Insolita collezione di corna (di Marcella Conte)

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Le corna rappresentano il potere primordiale della natura, tant’è che è possibile trovare antiche raffigurazioni di divinità o personaggi famosi, tutti accomunati da strane corna.

L’antichissimo ibrido dio Dioniso, le ostenta come emblema, Giove allevato di nascosto nelle selve, beve il latte dal corno della capra Amaltea, il “Dio cornuto” ne rappresenta la materializzazione dell’uomo sulla natura. Tante sono le divinità raffigurate con teste di animali che manifestano fierezza e paura allo stesso tempo; l’eleganza di un cervo tanto fiero quanto pericoloso, di un toro possente ma al tempo stesso letale. Gli dei cornuti sono sempre esistiti in ogni luogo ed ogni dove, ma anche i cristiani hanno le loro corna, infatti il profeta Mosè di Michelangelo a San Pietro è ritratto con una canuta testa sulla quale appaiono due vistose corna simili a bernocoli.

Le corna, nella storia delle civiltà umane arrivano da molto lontano e non hanno mai avuto il significato che diamo noi italiani. Da sempre hanno un valore di potenza sia fisica che spirituale, di elevazione, la cui durezza le assimila all’idea di forza degli animali mitici, di scudo, di forza difensiva, tanto da apparire sugli elmi dei guerrieri in diverse culture. Alessandro Magno le assume come insegna ed altri guerrieri, quali galli vichinghi, come contenitore di abbondanza e di ospitalità.

Vi state chiedendo dove voglio arrivare parlando di corna? Beh, non mi riferisco a quella forma più o meno sviluppata che adornano la fronte ignara di arbitri ed taluni uomini, bensì ai Snuff Mull ossia tabaccherie da fiuto in corno prodotte in Scozia tra l’inizio del XVII secolo e fine Ottocento.

La pratica dell’uso del tabacco da fiuto, popolare tra gli indiani nordamericani e sudamericani, arriva e diviene popolare in Europa dopo le spedizioni di Colombo ed il re Carlo II Stuart scoprì lo snuff durante il suo esilio, rendendolo poi molto popolare tra l’aristocrazia inglese al suo ritorno in patria. Inizialmente, si crede anche alle sue proprietà curative e pare che Caterina De’ Medici curasse i suoi mal di testa fiutando un po’ di tabacco, rimedio consigliato da Jean Nicot.

Ad ogni modo le corna diventano materiali prediletti nella fabbricazione di un oggetto tipicamente maschile e conviviale come la tabaccheria.

Gli artigiani delle Highlands utilizzando le peculiarità e le stesse irregolarità delle corna iniziano a creare deliziosi e a volte inusuali contenitori da collezionare o da regalare.
Ne viene fuori una produzione di oggetti preziosi e anche rari, certamente non come le tabatière francesi realizzate in oro e tempestate di diamanti, ametiste e zaffiri, ma comunque sculture cesellate e legate in argento, decorate con figure di animali, pietre dure, cristallo di rocca madreperla e rivestite a volte internamente di sughero.

Lo snuff, come si sa è stato soppiantato dalla diffusione delle sigarette, ma sembra che negli ultimi tempi, forse a causa delle campagne anti fumo, il costume di fiutare il tabacco stia ricominciando a diffondersi.

Staremo a vedere se le corna ritornino a essere mostrate in bellavista e far scoprire quell’espressione goduriosa del fiutatore nella sua lenta concentrazione del gesto, quella piacevole e sensuale fiutata.