Il problema non è la Transfobia e la commemorazione delle vittime ma la presenza di Roberto Rosso, una volta tanto, dalla parte giusta. Per comprendere la pattuglia di contestatori bisogna scomodare la psicopatologia.

Le contestazioni a Roberto Rosso qualificano perfettamente chi le ha poste in essere; invece di inveire contro chi partecipa ad una delle iniziative più significative, per rivendicare la libertà di autodeterminazione sessuale, ci sarebbe da contestare con forza chi non c’era. Particolarmente “pesanti” erano le assenze di tutto il PD Torinese, da Furia (Segretario Regionale) alla Consigliera Foglietta, passando da molti altri nomi altrettanto noti.

La libertà sessuale non è prerogativa di sinistra ma è di tutti e per tutti. Evidentemente anche i comportamenti settari e contro supposti nemici non sono di prerogativa esclusiva delle destre. In tutto questo c’è qualcosa che evidentemente differenzia i presenti  dagli assenti: il non avere nemici da abbattere ma avversari politici da convincere. E’ con gli avversari politici  si deve essere  assolutamente disposti a percorrere un pezzo di strada insieme sui valori e le istanze ampiamente condivise e condivisibili… Anche in una marcia come la TransFreedomMarch.