E’ un Salone del Libro che cresce e lievita oltre la città della Mole, che si conferma Capitale della lettura e regina nella gestione e l’organizzazione di grandi eventi.
Un Salone volano di cultura.
C’è grande attesa per questa 38° edizione del Salone Internazionale del Libro di Torino, dal 14 al 19 maggio a Lingotto Fiere.
Il programma, con duemila appuntamenti tra presentazioni, dibattiti e incontri, ne fanno una delle fiere di settore più importanti a livello europeo.
Un’edizione che migliora e amplia gli spazi per accogliere un mondo di autori, editori, scrittori, protagonisti della cultura, giornalisti, tante star dei media e, soprattutto, tanto pubblico.
Un luogo di confronto a tutto campo sulle grandi sfide del futuro e un’occasione di incontro dal vivo tra pubblico e protagonisti della realtà culturale. Insomma, ben oltre una mera vetrina commerciale e ben oltre il web.
Si tratta di un’edizione quanto mai “diffusa”, per cui ci sarà un grande Salone Off, alla sua 22° edizione, dall’8 al 19 maggio.
L’Off conta un migliaio di eventi in dodici giorni, con un ricco programma che coinvolgerà ben 400 spazi in tutte le circoscrizioni cittadine, 40 comuni dell’area metropolitana e 15 paesi realtà del Piemonte, (progetto Voltapagina). Alcune iniziative toccheranno anche contesti di marginalità.
Quest’anno paese ospite sarà la Grecia e regione ospite l’Umbria. roprio all’Umbria si ispira una marcia per la Pace che attraverserà le vie della città, riprendendo la tradizionale Perugia-Assisi.
Una kermesse che, oltre i libri, vede tantissime iniziative coinvolgenti con musica, mostre, cinema, conferenze. Altissimo sarà il numero degli scrittori presenti, provenienti dai mondi più diversi, con la “fissa”, sempre più diffusa, di presentare un libro sulla propria esperienza (sportiva, culturale, esistenziale, imprenditoriale…).
Gli ospiti rappresentano sempre un momento di grandissima attrazione da parte del pubblico e si vede dalle conferenze sold out in un battibaleno.

Insomma un Salone Internazionale del Libro che si allarga su nuovi spazi (vedi il mercato ittico di Porta Palazzo) e si trasforma in una festa della cultura e della sua promozione.
Inutile aggiungere quanto il fattore culturale, accessibile a tutti, risulti fondamentale per la crescita civile di tutta una comunità, in un mondo ancora preda di guerre e follie autoritarie, dove gli allarmi ecologici sono spesso inascoltati in nome del consumismo estremo.
Oggi più che riprendere il “mantra-lamentificio” sul fatto che, nonostante la marea umana che si riversa al Lingotto Fiere, manteniamo uno dei livelli più bassi di lettura in Europa (il 60% della popolazione non legge nemmeno un libro all’anno), si punta a intervenire, a reagire costruttivamente.
Per questo si è puntato sul fattore diffusione, coinvolgendo biblioteche, teatri, scuole e quartieri della realtà metropolitana e regionale, creando un dialogo diretto per un Salone di Torino che vuole costituire una sorta di motore culturale, ben oltre i giorni della kermesse, fissando la cultura come elemento chiave della crescita sociale.
Un discorso ormai legato a doppio filo a Torino.
E il caro libri? Non contiamoci storie. Se devi comprare due spritz o una cena non si guarda il soldo, mentre per un giornale o un libro…
In ogni caso, la Regione Piemonte ha messo a disposizione 3000 voucher da 10 euro per ragazzi dai 14 ai 21 anni per incentivare tra i giovani l’acquisto di libri.
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