Articolo in collaborazione con starthubtorino.com

Il digitale avanza ed è sempre più pervasivo all’interno delle nostre vite. Un dato senz’altro positivo visti gli impressionanti strumenti che mette a disposizione di privati ed aziende, ma non è tutto oro quello che luccica. Infatti con l’accrescersi di servizi che spesso sono fruibili solo online finisce per assumere una dimensione sempre più preoccupante il Digital Divide, ovvero il divario tra coloro che sono o meno in grado di utilizzare propriamente gli strumenti informatici.
Il problema, oltre che riguardare le fasce più povere della popolazione, private per ragioni economiche di strumenti digitali all’avanguardia, riguarda soprattutto gli anziani che spesso si trovano a dover fare i conti con tecnologie che non padroneggiano, privi di qualsivoglia aiuto. Per cercare di colmare questo dannoso gap è nata la startup Senex, disponibile in molte delle maggiori città italiane inclusa Torino, che permetterà ad un giovane nipote “in affitto” di incontrare una persona più anziana, attraverso una videochiamata o in presenza in base alle esigenze, e di aiutarlo con quelle incombenze per cui ormai internet è uno strumento fondamentale. Quanti documenti non possono ormai essere compilati che con lo SPID?
Ovviamente i giovani che si presteranno potranno contare sul vantaggio di un lavoretto totalmente flessibile e facilmente conciliabile con un eventuale percorso scolastico. Ma non basteranno delle competenze meramente tecniche per avere accesso a questa possibilità: saranno infatti tenute in grande considerazione le doti empatiche e di ascolto, non essendo semplice per gli anziani approcciarsi ai nuovi strumenti che la tecnologia propone.
Gli appuntamenti possono essere fissati sia online che attraverso un numero telefonico e possono durare una o più ore, sfruttando diversi pacchetti di pagamento.
Questa piattaforma è stata sviluppata a Bari da Roberto Salamina, imprenditore pugliese ed esperto di tecnologie, e Valentina de Caro, specialista di marketing napoletana, che hanno così descritto il loro progetto:

“È un po’ come quando i nostri genitori o nonni ci chiedono un aiuto, ad esempio a creare un loro profilo Facebook o lo Spid. Senex si pone come un’alternativa umana a risolvere il problema del digital gap. Una necessità che si è avvertita sempre più forte con l’arrivo della pandemia. Abbiamo capito quanto la mancanza di una cultura digitale di fatto escludesse dalle interazioni soprattutto chi, essendo più avanti con l’età, aveva difficoltà a imparare in fretta a usare le applicazioni”.

L’app non si limita peraltro a lezioni a domicilio, ma propone anche veri e propri corsi per imparare ad utilizzare svariati fondamentali sistemi informatici.