Articolo in collaborazione con Torinoalcentro.com

Il più antico dei festival italiani sui diritti LGBT+, il Lovers Film Festival di Torino, si prepara a tornare con una nuova e ricchissima edizione, la trentottesima. Ancora una volta, come avviene dal 2019, sarà Vladimir Luxuria a condurre il festival fondato da Giovanni Minerba e Ottavio Mai in un’edizione che da il via ad un percorso triennale verso il 40° anniversario del 2025. Allo stesso modo è sempre il Museo Nazionale del Cinema di Torino con il contributo del MiC, della Regione Piemonte e del Comune di Torino ad organizzare l’evento. Così commentano Enzo Ghigo e Domenico De Gaetano, rispettivamente presidente e direttore del Museo Nazionale del Cinema:

“Siamo molto contenti che Vladimir Luxuria abbia accettato di continuare a dirigere il Lovers Film Festival.  Facciamo a lei e a tutto lo staff del Lovers Film Festival i nostri migliori auguri di buon lavoro, sicuri che anche quest’anno si confermerà uno dei più importanti appuntamenti cinematografici a livello europeo, particolarmente radicato nella comunità di riferimento”.

Ad occuparsi dell’immagine simbolo di questa edizione è stato assegnato Vauro Senesi, noto semplicemente come Vauro, che ha scelto di rappresentare un aquilone multicolore legato a un filo che però si spezza. Così la commenta Vladimir Luxuria:

“Stiamo vivendo un periodo d’immobilismo rispetto ai diritti della comunità LGBT+. L’immagine che ha pensato per noi Vauro e che ci ha donato porta invece con sé una speranza: che un giorno la fune si possa spezzare e che finalmente le nostre vite e la nostra dignità possano prendere il volo. Noi, con il cinema, cerchiamo di volare e di far volare il nostro pubblico con la fantasia, ma speriamo anche che a questa nostra battaglia culturale possa seguire presto una battaglia politica: confido che potremo non solo festeggiare presto il quarantennale del festival, ma anche il raggiungimento di nuovi traguardi sociali, con la conquista di nuovi diritti”.

Mentre queste sono state le parole di Vauro:

“Dicono che l’aquilone sia simbolo di libertà. Vola, volteggia nel vento. Ma. Ma è legato a un filo. Quel filo può essere duro come il pregiudizio, può essere resistente quanto l’odio, freddo come l’insofferenza. Quel filo può essere una catena. Libertà è che la catena, il filo si spezzi. È il vento la libertà, non l’aquilone, pur con tutti i suoi nastri e colori. Il vento non ha colore ma soffia o sussurra dove vuole. Il vento può liberare l’aquilone se il filo si rompe”. 

Al momento non sono ancora stati resi noti i film che parteciperanno a questo festival, essendo ancora al vaglio le molte proposte da cui saranno selezionate le circa 60 pellicole destinate al grande schermo. Confermate, anche quest’anno, le tre sezioni competitive principali: Special Envoy Rainbow Award – Ottavio Mai for Best Feature, concorso internazionale lungometraggi; Special Envoy Rainbow Award for Best Documentary, concorso internazionale documentari; Special Envoy Rainbow Award for Best Short Film, concorso internazionale cortometraggi. Non mancheranno poi altri riconoscimenti come il premio Young Lovers, decretato da una giuria di studenti, il premio Torino Pride che verrà assegnato dal Coordinamento Torino Pride, ed anche il premio Riflessi nel Buio, dedicato a un film realizzato in un Paese dove la condizione omosessuale è un pericolo e un rischio a volte per la vita.

Per includere al meglio anche i più giovani il Lovers Film Festival aderirà al progetto “La Scuola in Prima Fila” che permetterà ad alcuni studenti delle medie di assistere alla proiezione del film premio Oscar Moonlight di Barry Jenkins ed al successivo dibattito in sala sul tema dell’inclusione. Seguiranno ulteriori aggiornamenti.