Insieme a 3000 cittadini ho partecipato al pride di Cuneo. Una piccola rivoluzione il corteo colorato tra le vie austere del capoluogo della Granda. Un’onda di libertà contro i conservatorismi piemontesi e italiani che ancora attanagliano la società italiana. Nel nostro striscione ricordavamo la nascita del FUORI nel 1971, la prima associazione politica di organizzazione delle battaglie e delle rivendicazioni degli omosessuali, in un’Italia che in larga parte classificava l’omosessualità come malattia. Oggi molto è cambiato grazie a chi ci mise la faccia allora e alle lotte del Partito Radicale e Marco Pannella. Ma la strada è ancora assai lunga per arrivare alla piena autodeterminazione sessuale e affettiva. Non basta la tolleranza verso i “gay”. Serve comprendere che ciascuno è parte della infinità di variabili che attraversano la nostra società e che non esiste giusto o sbagliato, normale o anormale, nelle scelte sessuali e nel modo di sentirsi di ciascuno.
Quindi vivano i pride e in particolare quello di Cuneo dove lo stupore degli abitanti si è trasformato in consensi, in sorrisi, applausi, incitamento.
Viva la libertà sessuale! Viva la libertà!

Igor Boni- Presidente di Radicali Italiani