C’è chi immagina di affidare a Simone Pillon il compito di relatore sulla legge sul suicidio assistito che è in discussione in Parlamento. La Lega (quella dell’accordo sottoscritto con Russia Unita di Vladimir Putin) detta le sue condizioni per non affossare la legge sul suicidio assistito. Il relatore deve essere l’ultra’ omofobo Simone Pillon e si devono aumentare le pene collegate alla legge criminogena sulla droga.
Pillon, uno dei maggiori esponenti del conservatorismo retrogrado, uno degli animatori del famigerato “Congresso mondiale delle famiglie” finanziato, giova ricordarlo, anche con i rubli di Mosca.
Quindi, dopo che sono state raccolte complessivamente quasi 2 milioni di firme di cittadini italiani, per legalizzare l’eutanasia e per aprire le porte alla legalizzazione della Cannabis, togliendo ossigeno a mafie e criminalità, e dopo che con un colpo di spugna la Corte Cistituzionale ha bocciato i referendum impedendo la consultazione popolare, ecco che arriva il colpo di grazia: il lupo messo a far la guardia agli agnellini. Con tutto il rispetto per il lupo e i suoi istinti naturali questo diktat leghista è degno di Lercio ma purtroppo è la realtà di questo nostro Paese.
A noi il compito di non mollare di non cedere, di non chinare la testa di fronte a questi rigurgiti. La spinta popolare venuta a galla con la raccolta firme sui referendum nell’estate 2021 è troppo forte per essere rinchiusa nelle gabbie arrugginite del bigottismo perbenista. Sono gabbie che presto o tardi riusciremo a scardinare.

Igor Boni, Presidente di Radicali italiani