PD Torino, il candidato è Lo Russo: un percorso avvicente e, al tempo stesso, in salita

Le primarie del PD torinese hanno decretato il vincitore, questo si: Stefano Lo Russo. Ma per il resto, poche certezze e molti dubbi.
A cominciare dal fatto più evidente: il PD e il centro-sinistra hanno ora una bassa capacità di mobilitazione popolare e il candidato “di apparato” vincente ha conquistato onori e oneri con appena il 38% delle preferenze, per una cifra di appena 4.190 voti. Su un totale di 11.631 votanti. Con appena 300 voti in più di Francesco Tresso, lasciando dietro Enzo Lavolta, che ha raccolto 2.863 voti (molti nelle periferie) e Igor Boni, appena 257 voti.
Basti pensare che dieci anni fa, nel 2011, nella sfida delle primarie tra Fassino e Gariglio, i votanti furono 53.000. In un decennio, dunque, il PD ha perso l’80% dei votanti, almeno per quanto riguarda un “voto particolare” come le primarie di partito.
Un dato che deve far riflettere.
La scarsissima affluenza è dovuta principalmente a due fattori: il primo è il poco interesse dell’establishment del partito, che ha dato poco risalto a questa tornata interna. La seconda ragione è data dal clima di fuoco (metereologicamente parlando) del week-end delle primarie. Qualsiasi elezione svoltasi in questo periodo ha sempre prodotto scarsa affluenza, è statisticamente provato.
Adesso, il percorso per Lo Russo è avvicente e, al tempo stesso, tutto in salita, anche per ricucire certi “strappi” interni al partito e/o con presunti alleati o ex alleati.