L’Ungheria vuole vietare la “promozione” dell’omosessualità ai bambini

L’Ungheria vuole bandire tutti contenuti che sono ritenuti una “propaganda” per “promuovere” l’omosessualità tra i bambini del Paese. Il partito Fidesz del premier Viktor Orban, ha presentato un progetto di legge per vietare libri, video e discorsi che, afferma, rischiano di promuovere il cambiamento di genere tra i giovani. La proposta dei nazionalisti, inclusa in un disegno legislativo più ampio che punisce la pedofilia, tra le altre cose, vorrebbe vietare la letteratura Lgbt+ ai i minori di 18 anni, così come ogni materiale educativo e pubblicità ritenuti troppo dalla parte della comunità omosessuale. Questo perchè, a detta di Fidesz, ai ragazzi sotto i 18 anni non possono essere mostrati contenuti pornografici o qualsiasi contenuto che incoraggi il cambiamento di genere o l’omosessualità.
Diversi gruppi per i diritti umani, tra cui Amnesty International, hanno subito denunciato la l’idea sottolineando che si tratta di restrizioni simili a quelle della Russia di Vladimir Putin, dove è vietata la “propaganda gay”. Il Budapest Pride, un’alleanza di gruppi per i diritti degli omosessuali ungheresi, sta tentando di fare leva sul presidente statunitense Joe Biden, chiedendogli di sollevare il problema di Orban in Europa durante la sua visita nel continente. Hatter Society, un altro gruppo di attivisti Lgbt+ ha affermato che la proposta di Fidesz “limiterebbe seriamente la libertà di parola e i diritti dei bambini”. “Questa mossa mette in pericolo la salute mentale dei giovani” ha detto Amnesty International, aggiungendo che “tale legislazione rafforza solo il pregiudizio e l’omofobia, che è incompatibile con i valori delle società democratiche”. Si tratta di misure poco lontane da quelle assunte da Mosca nel 2013, quando la Russia ha approvato una legge che impone multe salate per la diffusione della cosiddetta “propaganda gay” ai minori di 18 anni, vietando la promozione del “comportamento omosessuale tra i minori”.