Xena Zupanic: io modella di Helmut Newton

D: Una parte importante della tua carriera risiede il lavoro con Helmut Newton. Quello che non sappiamo è come si è arrivati a questa collaborazione e quanto è durata. Raccontaci un pò quell’atmosfera.
R: Nel tardo periodo di Newton (i migliori ci osservano già curiosamente dall’altra parte) grazie alla sua raffinata sensibilità femminile è diventata una delle più grandi scoperte della natura femminile, il suo complesso meccanismo di potere, che controlla ancora la maggior parte dei processi fisiologici della vita umana.
Newton in realtà eleva la donna quasi al suo divino, archetipo ruolo di guerriera e seduttrice (non fatevi ingannare da situazioni in cui le donne presumibilmente sono trattate come un soggetto).
In tutte le situazioni, anche quelle impossibili “costruite”, la moglie di Newton irradia attraverso la sua nudità una sorta di forza primordiale. Dalla dea nuda del Neolitico – Madre su un trono circondato da leopardi anatolici a Newton donna in pelliccia o semplicemente nuda con tacchi alti è evidente che l’eterno femminile, il potere sacro dell’eros e della morte che ci tiene così terribilmente legati alla Madre Terra.
June (alias Alice Springs) ha scoperto la mia natura selvaggia: della doe, aperta, in una radura, chiusa, nascosta dietro gli alberi, ma sempre tremendamente assetata, acqua pura di montagna.