Bahawalpur, fu un grande stato principesco sulle rive dell’Indo, oggi Pakistan, governato dalla famiglia Abbasi, che sosteneva di essere i discendenti di Harun-al-Rashid, il califfo (786-809 d.C.), menzionato in molte storie delle Mille e una notte. Il regno, romanzato nei libri di fiabe, è esistito realmente e verso la fine dell’Ottocento, cercava di risplendere come uno stato europeo, affidandosi talvolta a maestranze non nazionali, a grandi firme che potevano essere in grado di realizzare i suoi sogni: specialmente quelli proibiti, come il letto che il penultimo sultano del Punjab meridionale di Bahwalpur, Sadik Muhammad Khan Abbasi IV, ordinò alla Maison Christophe, dopo il suo indimenticabile soggiorno a Parigi.

Era il 1882, quando gli argentieri francesi Christofle di Parigi ricevettero un ordine anonimo, una commissione speciale, top-secret, la cui consegna agli agenti fu fatta solo dopo quattro anni. L’identità del “Principe indiano” che ordinò questo bizzarro letto rimase un mistero fino al 1975, quando il letto fu rintracciato a Bahawalpur, in Pakistan.
Il Nawāb era molto preciso nelle sue specifiche di design, specifiche alquanto strane da rendere stupiti: una miscela di oltraggiosa ricchezza e di gusto discutibile.
L’ordine era per un letto di “legno scuro decorato con argento sterling applicato con parti dorate, monogrammi e braccia, ornato con quattro figure in bronzo a grandezza naturale dipinte in color carne con capelli naturali, occhi e braccia mobili, con ventole e code di cavallo”.

Diremo, niente di speciale per decorare il letto di palissandro, sapendo che ci sono voluti un carico di 290 Kg di argento! Christofle che produceva posate d’argento e accessori per la casa dal 1830, immagino quanto sarà stato felice di una commissione così importante.

Le quattro statue a grandezza naturale di fanciulle europee, venivano mosse meccanicamente per far allontanare le mosche dalla sua forma assopita. I nudi erano alimentati da singoli meccanismi a molla nei loro piedistalli e i fili passavano da queste molle a un carillon sotto il letto. L’intero meccanismo era collegato al materasso e la pressione verso il basso attivava il carillon che su richiesta suonava sei brani: quattro felici e due malinconici. Quindi, quando il Nawāb si metteva a letto, gli automi aprivano il ventaglio e apparentemente gli facevano l’occhiolino; intanto un interludio di trenta minuti dal Faust di Gaunod, suonava in sottofondo.

Le quattro statue, sfoggiando tonalità di pelle e colori di capelli diversi, grazie a parrucche e colori di carne finemente lavorati, rappresentavano gli ideali di bellezza femminile del Maharaja: francese, spagnola, italiana, e greca.

È da credere quindi, che un uomo giovane di 20 anni, con solo ventisette mogli e cinquanta concubine tutte indiane, forse abbia scoperto la sua donna ideale o meglio le sue donne ideali. Un letto alquanto piccolo, ma giusto per obbedire alle sue quattro donne occidentali, goderne la loro bellezza, desiderarle ogni notte, almeno in effige, date le difficoltà nel dirigere un traffico tanto animato!

Il presidente di Christofle rintracciò il letto negli anni ’60 in Pakistan, dove i discendenti del Marharajah non volevano separarsene. Questo letto d’argento era nella “camera da letto francese” di Sadiq Garh Palace. Il palazzo e tutti i suoi beni furono sigillati a causa di una disputa di proprietà tra gli eredi del Nawab. Oggi, il letto è “scomparso” dal palazzo ed è approdato in una collezione privata in Francia. Un acquerello e diverse foto scattate nel 1882 per la ditta Christofle sono le uniche testimonianze del letto, di cui non si conosce la posizione attuale.

Oh Dieu! Que de bijoux …
O Dio! che gioielli! … è un bel sogno
Chi mi abbaglia, o se resto sveglio? …

I miei occhi non hanno mai visto una tale ricchezza! … un candidato a tema appropriato per il brano Faust in questione!