La FASE2 mette a nudo errori, allarmismo e inettitudine della FASE1. Non essendo stati capaci di prendere misure mirate e selettive, affiancate da comportamenti di distanziamento sociale, hanno fatto la cosa più facile, arresti domiciliari e lockdown feroce, senza preoccuparsi delle conseguenze; ma i nodi vengono al pettine.

Posto volentieri quest’analisi dell’economista Giovanni Dosi, gli epidemiologi Carlo La Vecchia e Angelo Moretto e il giurista Gian Luigi Gatta.

Il Rapporto “Valutazione di politiche di riapertura utilizzando contatti sociali e rischio di esposizione professionale”, che ha ispirato l’approccio del Governo alla Fase 2, è basato su scenari molto improbabili quando non inverosimili. Sarebbe invece opportuno considerare scenari realistici per non dare luogo con misure troppo restrittive a conseguenze socio economiche drammatiche e non comprimere ulteriormente i diritti fondamentali.

Tutelare i cittadini, oggi, significa tutelare non solo la loro salute, ma un’ampia gamma di interessi che ruotano attorno a ciascuna persona e alla società nel suo complesso. Per questo, oggi più che mai, il ruolo della scienza è decisivo rispetto a scelte politiche che devono sì essere ispirate a cautela, ma entro certi limiti.