D: Gegio, come è nata l’idea di creare l’evento Nuit Royale?

R: E’ stata una mia idea nata con i ragazzi della Prince, l’organizzazione di eventi, a cui si sono subito legati a noi i ragazzi di un altra nota entità a noi similare: la Toga. L’obiettivo era esaltare uno spazio, come la reggia, con un evento adeguato…

D: Avresti mai immaginato che essa sarebbe entrata di diritto nelle feste più importanti d’Europa in tema di balli in costume a rievocazione storica?

R: No, anzi, la prima edizione pensavo in una cosa piuttosto circoscritta, invece fu un autentico successo.

D: E che diventasse un evento internazionale?

R: Neanche… però già dal primo evento avevo (avevamo) compreso, di avere per le mani qualcosa di davvero importante, con un potenziale enorme, che avrebbe regalato una ricaduta di immagine senza precedenti.

D: Nel gotha dei balli storici siete quello con il miglior rapporto qualità / prezzo…

R: Per quanto esso sia particolare ed esclusivo era nostra comune volontà, che essa avesse una ricaduta in termini di valorizzazione della nostra Torinesità, portando la nostra città sotto i riflettori, ma con uno spirito ludico, dove al rigore per il look vi fosse innanzi tutto la voglia di divertirsi;  un qualcosa per tutti e non necessariamente per blasonati.

D: Non ti stupisce che istituzioni, banche, fondazioni non siano mai intervenute a sostegno di una iniziativa così importante?

R: Assolutamente si! La Reggia con Vannelli, che credette in noi sin dall’inizio, poi il nulla e l’indifferenza, che colpisce più di tutto; tantissime sono le idee e le cose da fare, tipo una settimana del settecento, convegni, studi, concerti, gastronomia… e poi come evento conclusivo la festa… ma a quanto pare solo noi pensiamo in grande.

D: Sviluppi futuri?

R: Sarebbe bello poterla portarla itinerante per l’italia, in altre location da sogno, come la Reggia di Venaria.

D: E’ vero che solo il 40% del pubblico è locale?

R: Si assolutamente vero… per l’Italia è un unicum, escludendo i balli del carnevale veneziano, per cui abbiamo gente da ogni parte del mondo.

D: Dialogare attraverso l’evento con il territorio di riferimento…

R: Esatto, infatti stiamo coinvolgendo gruppi storici locali e associazioni affini all’evento. E’ stato un qualcosa di assolutamente naturale, visto la ricchezza di associazioni che in Piemonte amano questo periodo storico.