Il Cardinale Bassetti ci dice che occorre una legge che sancisca che “non esiste un diritto alla morte”. Se queste parole le dicesse come pastore, come credente, se le dicesse per convincere i cattolici – o tutti i cittadini – della bontà del suo ragionamento non ci sarebbe nulla da eccepire se non affermare il mio e nostro essere contrari a quanto afferma. Dato tuttavia che le dice per chiedere al Parlamento una legge si ritorna al vecchio adagio Vaticano dell’intrusione della Chiesa nello Stato, cercando di trasformate in reato ciò che si crede essere peccato. Il Cardinale non contento, aggiunge che “vivere è un dovere, anche per chi è malato e sofferente”. E questo chi lo decide? Io credo fermamente che questa frase sia offensiva, sia una bestemmia contro l’umanità in un certo senso. Nessuno, tanto meno lo Stato o la Chiesa, può permettersi di decidere al posto di chi è malato o sofferente. Proprio nessuno, caro Cardinale. Proprio nessuno.

In Parlamento abbiamo portato ormai da anni una proposta di legge di iniziativa popolare intitolata “Rifiuto di trattamenti sanitari e liceità dell’eutanasia” sottoscritta da oltre 130.000 cittadini. Esigiamo che il Parlamento discuta e decida, è suo dovere. La Consulta, grazie alle iniziative nonviolente di disobbedienza civile di Marco Cappato, ha dato tempo allo stesso Parlamento fino al prossimo 24 settembre. Il tempo evidentemente è scaduto e, come spesso accade, la politica sta abdicando ai suoi doveri. Chiediamo nuovamente un atto di responsabilità perché la stragrande maggioranza degli Italiani è favorevole ad una legge di regolamentazione dell’eutanasia e attende una risposta. Una risposta che deve rimettere nelle mani dei singoli cittadini la libertà di scelta, fino alla fine. Una risposta che non potrà mai essere, in uno stato laico, che devi soffrire perché lo vuole o lo decide Dio (di qualsiasi Dio si tratti).

Igor Boni – Direzione nazionale Radicali Italiani