Uscito dal Cinema Massimo di Torino, dopo la chiusura di venerdì 17 aprile, un volontario del “Lovers Festival“, è stato aggredito da un gruppo di adolescenti.
“Ma sei gay?”, gli hanno chiesto e uno del gruppetto e, visto forse il suo zainetto con i colori arcobaleno, lo ha aggredito con urla, epiteti e uno schiaffo in faccia. Il volontario non ha reagito alle violenze, precisando come siano stati gli altri del gruppetto a bloccare l’esagitato che aveva intenzione di continuare con le sue violenze.

Dal “Lovers” viene ribadito, come “l’odio non abbia bisogno di motivi e cerchi solo un bersaglio che dimostra come le nostre comunità non siano al sicuro, neppure durante (e a pochi passi) da un appuntamento importante come il Lovers Film Festival, nel cuore di Torino, al Cinema Massimo”.
Questo mentre viene rilanciata la polemica sull’educazione “affettiva” nelle scuole.

Dal “Lovers” si precisa che è evidente come ci sia ancora ancora molto da fare, specie nelle scuole, dove l’educazione all’affettività e al rispetto è ancora considerata un tabù. “Quei ragazzi non sono nati con l’odio in tasca, ma l’hanno imparato da qualche parte: nei quartieri, nelle famiglie, nelle istituzioni”.
Per la direttrice del Festival, Vladimir Luxuria “è estremamente importante che si parli di questi temi, sui media, a scuola e nelle aule della politica, attraverso il dibattito, attraverso il confronto, attraverso l’arte, attraverso il cinema, proprio perché l’omofobia esiste. Però non esiste una legge contro l’omofobia e ne ha fatto le spese un giurato del Festival che dirigo. Il ragazzo trans, a cui va tutta la mia solidarietà, è stato aggredito semplicemente perché portava addosso dei colori, i colori rainbow, mentre è nera e buia l’indifferenza della politica rispetto a questi episodi gravi di discriminazione e di intimidazione”.

Al volontario aggredito ha manifestato piena solidarietà il sindaco di Torino, Stefano Lo Russo, che ha definito inaccettabili questi episodi, che non devono trovare spazio nella nostra città, impegnata nella tutela e nel rispetto dei diritti. Un atto grave che dimostra quanto sia necessario lavorare, quotidianamente, per costruire una società senza odio e discriminazioni, riconoscendo tutti i diritti delle persone LGBTQIA+.
Il sindaco di Torino ha ricordato l’importante appuntamento con l’Europride in programma a Torino nel 2027.

“Per sconfiggere l’omolesbobitransfobia non basta approvare, finalmente, norme che adeguino il codice penale, ma continuare nell’impegno per il cambiamento culturale in ogni ambito della società, partendo da quelli che coinvolgono le persone più giovani. Chi ostacola i programmi di educazione al rispetto nelle scuole, agitando gli spettri delle fantomatiche “teorie gender”, si metta una mano sulla coscienza e si renda conto di quanto male sta facendo”, è l’eloquente risposta del Comitato Torino Pride.
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