“Chi guarda chi” – “Who’s watching who”, perchè guardare non sempre corrisponde a vedere, è la frase simbolo di questo “Lovers Festival” 2026.

Passione, riflessione e denuncia caratterizzeranno il 41° “Lovers Festival”, incentrato sulla realtà LGBTQI+ ((lesbici, gay, bisessuali, trans, queer e intersessuali).

Dal 16 al 21 aprile, 50 pellicole di 21 paesi e tanti ospiti animeranno il festival, con la direzione artistica di Vladimir Luxuria. Il tutto, al cinema Massimo, vero tempio dei cinefili torinesi.

Vladimir Luxuria in una foto dell'edizione 2025 del "Lovers".
Vladimir Luxuria in una foto dell’edizione 2025 del “Lovers”.

Tutto lascia annunciare un’ennesima edizione di qualità e successo, carica di passione, che darà notevoli spunti di riflessione per promuovere una reale inclusività, contro ogni forma di discriminazione.

Una grande iniziativa che vuol anche essere una risposta al diffuso oscurantismo dei diritti e alla repressione in molti paesi. Un’onda nera che è all’origine di un preoccupante arretramento anche in realtà occidentali.
“I nostri diritti siano ancora schiacciati in troppe nazioni”, ha ricordato Vladimir Luxuria.

 La consolidata direttrice, da ben sette edizioni del “Lovers”, ha con soddisfazione evidenziato la presenza di molti ospiti, tra i quali: Simonetta Musitan, Nicola Savino, Leo Gassmann, Raúl Tejón, Jose Mari Goenaga, Helen Walsh, mentre la madrina della manifestazione sarà Donatella Finocchiaro.
Riflettere, capire, conoscere. Un monito per “restituire gli sguardi a chi ci giudica”, aggiunge Vladimir Luxuria, riferendosi ai diversi modi di guardare.

Obiettivo del “Lovers” è “promuovere inclusività, rispetto delle differenze, contro ogni forma di discriminazione”, hanno ricordato Enzo Ghigo e Carlo Chatrian, presidente e direttore del Museo del Cinema.
A fianco di Luxuria ci saranno Angelo Acerbi, vicedirettore artistico e responsabile della selezione, con i selezionatori Elisa Cuter e Alessandro Uccelli e con la collaborazione di Niccolò Gossi.

L’avvio del festival prevede, alle 19.30 del 16 aprile, nell’Aula Tempio della Mole Antonelliana, sede del Museo Nazionale del Cinema, il saluto della madrina Donatella Finocchiaro, seguito dagli interventi del sopranista Federico Fiorio, accompagnato dal pianista Luigi Trivisano, con alcune arie di Farinelli.

Pellicola di apertura saranno “Maspalomasdel regista basco Jose Mari Goenaga, insieme al collega Aitor Arregi. Due registi che si sono aggiudicati la “Concha d’Argento” all’ultimo Festival di San Sebastian che hanno definito la loro ultima creazione come “un film sul disorientamento, ma anche sulla possibilità di essere altro”.

Vi saranno momenti di approfondimento su omo-genitorialità e femminicidio, con gli interventi del presidente del comitato EuroPride Torino 2027 e di Patrick Orth, presidente di EPOA (European Pride Organiser Association), e sicuramente vi sarà grande attenzione per Patrick Rasky, tenace rappresentante del Budapest Pride, osteggiato dal governo ungherese.

Da sottolineare l’ottima presentazione del Festival: con un sito molto ben fatto, non solo ricco di recensioni e immagini, ma anche sollevando interrogativi e riflessioni e premi, come quello “Riflessi nel buio” dedicato ai film realizzati in paesi in cui la comunità LGBTQI+ è fortemente perseguitata.

Ai meno giovani è giusto ricordare il percorso che ha portato all’attuale mega evento del “Lovers”, che visto la città della Mole pioniera e convinta protagonista nel contrastare gli stereotipi omofobi nel cinema, con i registi Ottavio Mai e Giovanni Minerba, che promossero nel 1986 la rassegna dal titolo “Da Sodoma e Hollywood”, con il sostegno dell’assessore Marziano Marzano e della Regione Piemonte.

Giovanni Minerba e Ottavio Mai.
Giovanni Minerba e Ottavio Mai.

Erano anni non facili per affrontare e proporre lavori sulle  tematiche gay e lesbiche e sulle differenti geografie sessuali, ma quello  fu il primo LGBTQI+ Festival in Europa e il terzo nel mondo e che divenne internazionale nel 1989.

Hanno tirato in ballo pure Peppa Pig....
Hanno tirato in ballo pure Peppa Pig….

Gli anatemi contro Peppa Pig con due mamme

Oggi le cose sono cambiate, ma davvero troppo. Ci sono molti paesi nei quali è praticata l’intolleranza e la repressione delle differenti geografie sessuali è forte e alimentata politicamente. Ma è il contesto sociale, la scuola, l’educazione che sono fondamentali anche in un paese come il nostro, in cui ancora ci s’indigna e si intende censurare il cartone animato con Peppa Pig con due mamme, parlando di ”indrottimanento gender” come fece la nostra attuale leader Giorgia Meloni.
Un paese in cui persistono violenze, bullismo a sfondo omofobo (con omicidi e suicidi indotti, specie tra giovanissimi) fino ai transicidi (una delle categorie più a rischio in Italia).

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