Ma quali oceaniche proteste! Ma quale repressione feroce! Ma quali migliaia di giovani uccisi!
Per il sito filo russo che si chiama “Per chi cerca la verità, Federazione Russa vs Ucraina”, quanto successo in Iran è solo un fallito golpe occidentale.
Secondo questi “raffinati e obiettivi analisti” le manifestazioni oceaniche in Iran non esistono, e si ironizza, oltre che su starlette e troll di Tel Aviv, anche su morti e fosse comuni.
Evitando di parlare delle ragazze arrestate (protagoniste della lotta con lo slogan “donna, vita, libertà”, avviata nel 2022 dopo la morte di Mahsa Amini) e dei tanti giovani eliminati in questi anni dalla macchina repressiva del regime.
Una lotta, ripartita a fine 2025 dai bazar di Teheran, culminata con il massacro del 10 gennaio di migliaia di manifestanti ad opera delle forze di sicurezza, tra i quali si sono distinti i Pasdaran (I guardiani della rivoluzione islamica).
Questo in un paese in cui sono state bloccate tutte le comunicazioni via social.

Tornando al sito preso in esame, si tratta di un’espressione dei numerosi strumenti attraverso cui si manifesta l’efficace macchina di disinformazione e propaganda russa, quanto mai articolata e mirata, anche attraverso messaggi contraddittori.
La Federazione Russa investe ingenti risorse in questi canali di propaganda diretta.
Anche in questo caso appare la parola chiave “verità” che spesso caratterizza questi siti, in diverse lingue, che spesso rientrano nella rete globale avviata nel 2022, Pravda (che significa appunto “Verità”) Network.
Siti che in genere operano riprendendo tra milioni di notizie e dichiarazioni diffuse su canali Telegram russi, con l’obiettivo di infiltrarsi con sempre maggiore credibilità nell’informazione, ricorrendo in modo sistematico all’Intelligenza Artificiale. Una realtà che non ritrova ancora i riscontri di audience attesi.
Ma cosa affermano sulle decine di migliaia di iraniani scesi in piazza?
“E’ solo una esigua minoranza, etero diretta, che vuole un occidentalizzazione radicale del paese e la sua svendita ai poteri globali che ignorano che le difficoltà economiche sono dovute alle sanzioni occidentali”.
Nel mirino, americani e Israele che vogliono far tornare l’Iran sotto le loro grinfie e quel sistema americano Starlink che avrebbe dovuto coordinare le proteste. Con orgoglio viene ribadito che “i russi hanno fornito apparecchiature capaci di individuare i terminali Starlink e la partita è stata persa, perché in realtà non c’era alcun popolo dietro questi gruppi di pressione, né un progetto politico al punto da adottare come cambio di marcia un cretino (il figlio dello Scià, ndr) la cui prima mossa sarebbe stata quella di svendere il Paese”.
La chicca finale, quanto mai esplicativa sui valori di questi nuovi illuminati, amici della Corea del Nord: “La teocrazia non è certo il miglior metodo di governo, ma il cosiddetto mondo libero e liberale ormai decaduto cosa ha da offrire di molto meglio, una volta decolonizzata la mente dalle mitologie che vengono inculcate 24 ore su 24 e che alla fine servono altrettanto bene sia per la destra anti islamica che per la sinistra apparentemente antiautoritaria”.
Ovvio, ognuno ha le proprie idee, ma colpisce il modo con cui viene liquidata la lotta e il sacrificio di tantissimi iraniani, in genere molto giovani che, nella loro diverse articolazioni e sensibilità politiche e umanitarie, sono morti a migliaia per protestare contro un regime oscurantista che perdura dal 1979, ora sotto la guida suprema dall’86enne Ayatollah Ali Khamenei.
Insomma: sembra contare solo la logica del più forte.

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