“Più che Futuro Nazionale dovrebbe chiamarsi Passato Nazionale”, è una delle battute critiche verso la nuova creatura politica di destra-destra di Roberto Vannacci.

Il suo addio alla Lega ha strabordato sui media. Un “Futuro Nazionale” che di nuovo ha molto poco, che ribadisce  i must del trumpismo e del postfascismo, tra camerati che si ritrovano nei “valori” della Decima Mas del fascista Junio Valerio Borghese, complice dei nazisti durante la Repubblica di Salò, protagonista golpista, insieme a Gladio e Licio Gelli, della strategia della tensione.

Un discorso che punta su nostalgici e delusi del governo, a volte più per fattori personali che per questioni meramente ideologiche. Temi che non sembrano toccare il mondo giovanile e che, solo in parte, potrebbero smuovere la galassia astensionista.
Il nuovo partito è valutato tra il 2 e un non facile 4%. Ma c’è  molta incertezza tra chi ritiene che, dopo tre anni di esecutivo di destra, non sarà facile trovare spazio per una formazione oltranzista, e chi invece si preoccupa di una un’ulteriore spinta a destra.

Salvini sempre più in difficoltà

“E’ un traditore”, impreca Matteo Salvini. “Si dimetta dal Parlamento europeo, sta facendo un favore alla sinistra”, gli fa eco Francesco Giubilei, il volto eternamente in tv della destra meloniana, presidente di Nazione Futura e della Fondazione Tatarella.

Salvini, che nominò Vannacci vice segretario nazionale, è un leader sempre più in crisi. Le critiche partono anche dall’interno del Carroccio, da chi non gli perdona di aver snaturato un partito crollato da oltre il 30% all’attuale 8-9%.
“Basta seguire l’estrema destra, ritorniamo ai nostri temi guardando al Nord“, ribadiscono i governatori e le guide più autorevoli del Nord, come il capogruppo alla Camera Riccardo Molinari. 

Gente che aveva storto il naso quando Salvini accolse con entusiasmo quel generale che ora “il capitano” accusa di opportunismo e tradimento. Da ricordare che, senza l’apporto del generale (500mila voti), i consensi della Lega sarebbero scesi a livelli mai visti rispetto alla percentuale del 9% (2,1 milioni di voti) delle elezioni europee del giugno 2024.

Un Carroccio confuso che in parte vorrebbe tornare nordista. Un ritorno al passato, alquanto complicato, che certo non potrà più incontrare gli entusiasmi popolari degli inizi con Umberto Bossi, leader storico che ha abbandonato da tempo la nave di Alberto da Giussano non condividendo scelte nazionali e di estrema destra, dopo il turbolento rapporto con il berlusconismo.

"Una volta, ti ricordi, ci facevamo pure i selfie insieme"....
“Una volta, ti ricordi, ci facevamo pure i selfie insieme”….

La mina Vannacci dovrebbe toccare marginalmente Fratelli d’Italia, anche se c’è chi ritiene che il generale, sempre che la sua esperienza trovi successo in un campo già carico di consolidate proposte, potrebbe non far mancare il suo appoggio al governo più di destra dell’Italia Repubblicana.

In ogni caso, i toni allarmati degli esponenti della destra mostrano che sussiste una certa preoccupazione per l’arrivo dei nuovi sovranisti. Questo accade mentre a sinistra c’è chi mette in guardia da un possibile ulteriore spostamento a destra, seguendo la linea oltranzista della tedesca AFD (Alternative fur Deutschland), verso cui Vannacci ha manifestato forti simpatie.

Intanto, sul percorso della Meloni si addensano alcune nubi tra un referendum sulla giustizia, che tocca addirittura la Costituzione, che rischia di perdere e i segnali di crisi del referente americano Donald Trump, sempre più indigesto per tanti americani, anche nel suo Texas. Il tutto in un quadro economico, produttivo e sociale nazionale quanto mai critico, (calo dei consumi), nonostante i prodigiosi successi decantati.

Vi sono poi le chimere di un fronte centrista tra Forza Italia e Azione, con liberali e moderati, ancora troppo debole per scalzare una destra solida intorno ai consensi di Giorgia.


L’orgoglio dannunziano

Vannacci parla di “orgoglio umiliato” in Italia, come Hitler per la sua Germania derelitta dopo la Prima Guerra Mondiale, con il mito dannunziano della vita che merita essere vissuta, per la quale val la pena anche morire. Un discorso in cui i termini patriottici mettono in secondo piano diritti e principi costituzionali, per non parlare di democrazia.

I suoi discorsi su remigrazione (o deportazione) sposano i metodi degli agenti anti migranti dell’ICE. Temi sui quali sia Salvini che Meloni, anche se con sfumature e tonalità diverse in termini di visibilità, di fatto concordano. Soggetti che non hanno mai condannato gli omicidi e gli abusi della polizia privata di Trump.

“Turbo sovranismo”, priorità della sicurezza (autodifesa senza limite alcuno), ferrea lotta ai migranti (che inquinano il nostro sangue e le nostre abitudini) sono alla base del Vannacci pensiero. Tra filo putinismo e trampismo, vi è il rifiuto di ogni compromesso con l’odiata cultura woke e con il green deal, difendendo la famiglia tradizionale come quel nuovo messia di pace e affari mandato dal Signore chiamato Donald Trump. Questo tra costanti richiami al Ventennio, che rappresentano molto di più di una strizzata d’occhio alla vandea nostalgica ancora presente.

In Europa meglio con l’AFD

Oltre che dalla Lega Vannacci ha anche abbandonato i “Patrioti per l’Europa” nel Parlamento europeo, per avvicinarsi più a destra ai fratelli tedeschi del AFD, da lui più volte difesi, che fanno parte di Europa delle Nazioni Sovrane (ESN). Raggruppamento nato nel 2024 tra euroscettici, ultranazionalisti e filorussi, avversi a green deal, migrazione e islamizzazione che, in nome della “patria forte”, contrastano ogni avanzamento di un Unione europea vista come una “cattiva matrigna” da smontare.

Appeal alquanto limitato

Ovviamente, per ora, tutto il successo del nuovo partito è centrato sulla figura del leader, cui si sono avvicinate figure come Borghezio e l’ex “meloniano con la pistola” Emanuele Pozzolo, che ha definito Vannacci come un possibile nuovo “Charles de Gaulle italiano”. Altri parlamentari sarebbero pronti a passare, ma in numero non sufficiente per la formazione di un gruppo autonomo. Soggetti che non sembrano particolarmente coinvolgenti o soggetti che rientrano nell’orbita dei movimenti che si autodefiniscono “fascisti del nuovo millennio” (Forza Nuova e Casa Pound).

Nella rete che sostiene il nuovo progetto politico emergono gli Arditi Team Vannacci, con una certa presenza in Toscana. Molti leghisti, però, non dimenticano il fallimento della gestione delle liste toscane da parte del generale, che comportò un vero e proprio tracollo dei consensi (4,4%). Tuttavia, la Toscana resta centrale per il partito di Vannacci. A sostegno del generale vi è anche l’Associazione Fondazione Generazione Xa, che si richiama alla Decima Mas, che vorrebbe costituire una sorta di area giovanile per ora alquanto simbolica. La guida la moglie di Vannacci, Camelia Mihailescu, con il supporto di Massimiliano Simoni, unico eletto in Toscana per il Carroccio. Ricordiamo che Vannacci vive e ha il suo “quartier generale” a Viareggio.

Tra P2 ed esoterismo

Per non farsi mancare nulla in questo viaggio nel passato, vicino a Vannacci è da citare la figura del generale Luca Sforzini, protagonista del  “Centro studi rinascimento nazionale”, che anima il Castello Sforzini di Castellar Ponzano (Alessandria). Un mondo dove esoterismo, fascismo e massoneria si ritrovano sotto la mano maestra del piano di rinascita democratico di Licio Gelli e che coinvolge vetusti ex venerabili, loro seguaci attivi o “in sonno” e immancabili faccendieri.

Nel complesso, la macchina del consenso si sta mettendo in moto attraverso delle strutture dette “Team Vannacci”, non proprio i tea party dei conservatori anglossassoni, ma ben 200  raggruppamenti di piccoli gruppi di sostenitori presenti sul territorio con un loro referente.  In queste articolazioni sono costanti i riferimenti al fascismo tra Arditi, Balilla e camerati.

L’effetto mediatico c’è stato, forte, ma per fare i conti con le grandi questioni globali e i grandi interrogativi sul piano geopolitico, ambientale, sociale e tecnologico, le logiche di questi movimenti, basati sulla paura, che guardano al passato e verso realtà tristemente liberticide, non sembrano avere grande spazio.

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