Avete mai pensato che fuochi d’artificio e olimpiadi sono accomunati dall’obiettivo di distrarre dalla guerra? Distrarre, nell’accezione di distogliere, di allontanare. Una riflessione che si è cristallizzata in Stefi Pastori Gloss a quattro mesi dall’aggressione della Russia sull’Ucraina, il 24 giugno. È il giorno in cui si festeggia il patrono di Torino con uno spettacolo pirotecnico la cui magnificenza è nota in tutto il Piemonte, non solo per i fuochi in sé, ma soprattutto per il contesto naturalistico e architettonico dall’alta valenza storica in cui vengono esplosi. Quattrocento metri della sponda del Po sono stati precettati per le operazioni pirotecniche, in corrispondenza della piazza più bella d’Italia su cui si affacciano due chiese: la Gran Madre e quella dei Cappuccini. Un concentrato di bellezza che salverà il mondo, per dirla alla Fëdor Dostoevski. E che cosa può distrarre dalla guerra se non la bellezza? Di corpi muscolosi allenati e di colori luci perfino suoni? Questa bellezza ha ispirato la scrittura di FUOCHI D’ARTIFICIO, raccolta di aneddoti di vita a cavallo dell’avvento di Badoglio: sono racconti brevi. Brevi, non solo di partigiani e fascisti, ma anche gente comune che cerca di sopravvivere alle brutture della guerra con tutti i mezzi a disposizione, sessualità compresa.
L’autrice conosce le regole e, per questo motivo, le stravolge. Ha un ego spropositato. Ammetterlo è il primo passo verso la trasformazione in qualcosa di utile anche per gli altri e le altre, oltre che per lei, in modo tale da accrescere la consapevolezza del rispetto reciproco. Dal 2013 si impegna a sensibilizzare circa la violenza sulle donne. Ogni giorno nella sua vita le preme individuare un filo rosso su questo argomento, che parta da un evento specifico per arrivare ai giorni nostri, passando per il 25 novembre, Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne, data ufficializzata dall’Assemblea Generale dell’ONU in ricordo del brutale assassinio avvenuto il 25 novembre 1960 delle tre sorelle Mirabal, per l’impegno con cui tentarono di contrastare il dittatore che tenne la Repubblica Dominicana nell’arretratezza e nel caos per oltre trent’anni. Gloss considera la tragedia della guerra come la prosecuzione di quella degli Uomini contro le Donne, che durante il II Conflitto Mondiale conobbe picchi di disumanità. In particolare, se gli uomini furono indotti a perpetrare i peggiori crimini contro l’Umanità, le donne lo furono parimenti indotte contro la propria dignità, vendendo e vedendo stuprato il tesoro su cui sono sedute. La raccolta FUOCHI D’ARTIFICIO è incentrata su racconti ambientati in quel periodo nefasto, ma ricco di sentimento umano. Non avendolo vissuto se non attraverso le parole delle nonne e della madre, allo scopo di raggiungere la verosimiglianza narrativa, Gloss condusse ricerche storiche su quel drammatico momento; intervistò chi oggi ancora c’è; studiò documenti storici, letterari, personali. Entrò in contatto col figlio di Gianni Brera, che tanto aveva scritto sui partigiani. FUOCHI D’ARTIFICIO, il cui sottotitolo ben fa comprendere la posizione intellettuale di Gloss verso la guerra, ovvero Resistere per sopravvivere, ciascuno a suo modo, è il modesto frutto delle sue indagini. Si narra infatti di varie persone nelle categorie più disparate. Una bimbetta che rappresenta lo sguardo dell’innocenza sulla guerra; due imberbi cugini, uno repubblichino, l’altro partigiano, entrambi convinti di essere dalla parte giusta; un papà gerarca, che opera del bene sia verso i fasci che i partigiani; una mamma piissima che si relaziona con il parroco; normali famiglie, suore, operai, bambini, popolane e non, insomma gente comune che cercava di sopravvivere alle brutture della guerra con tutti i mezzi a disposizione. Spesso il sesso fu ritenuto valido strumento, rivelandosi in intrecci fedifraghi, omosessuali, pastorali e via così narrando. La guerra: un tema tremendamente di attualità. Gloss amerebbe portare questo libro nelle scuole per sensibilizzare i giovani circa un tema che non hanno vissuto se non per interposta persona o di recente, tramite i telegiornali nella guerra contro l’Ucraina, sperando di far rinfrescare la memoria a chi ci è passato e di crearne una nuova invece nei giovani, allo scopo di stimolare e accrescere il rispetto reciproco tra persone. Solo con un futuro libero dalla mancanza di rispetto la nostra Società arriverà a vivere meglio e più felice.
Sosteniamo la cultura perché ci renda liberi è il motto di Stefi Pastori Gloss.

per Orlando Magazine di Stefi Pastori Gloss

BIO
Stefi Pastori Gloss scrive a tempo pieno tra James Joyce e Ungaretti; è ghost writer per chiunque abbia idee. Redige un podcast radiofonico e un blog di recensioni, il cui nome si ispira a un film di Nanni Moretti, perché lei stessa fu sceneggiatrice. Battutista nei Novanta anche per Verdone, solo una femminista come lei può fare battute nel più becero maschilismo; da anni si occupa di sensibilizzare circa la violenza sulle donne e, più in generale, per ripristinare la cultura del rispetto tra individui. I suoi romanzi o saggi (Bidellume, Fuochi d’artificio, Rinascite Ribelli, Parerga Violenti e altro, che parlano di tematiche diffuse come bullismo, violenza sulle donne, guerra) sono in vendita nelle librerie off-line e on-line, come su Amazon, e in privato, direttamente sui Social o nei convegni che lei e il suo partner tengono in enti pubblici, istituzioni private e nelle scuole di tutta Italia allo scopo di risvegliare le coscienze su questi tristi fenomeni. Nella raccolta di racconti L’AMORE INDOSSA COLLANT DI CARNE, in corso di pubblicazione, l’attenzione è rivolta agli stereotipi e all’uso acritico che se ne fa.
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