Una performance di Jacopo Miliani con Kenji Benji, Gogo Savoia, Zell Revlon Savoia

Mastro di cerimonie: Matyouz.

Ieri sera, 3 novembre, nel suggestivo Duomo di OGR Torino, Jacopo Miliani ha presentato al pubblico la sua magnifica “creatura” Throwing Balls at Night: una performance ispirata a Jeux, poème-dansé, frutto della collaborazione tra Claude Debussy, Sergej Diaghilev e Vaslav Nijinsky che descrive l’incontro di tre giocatori di tennis in un parco di notte, i quali non potendo riprendere il gioco si intrattengono in un corteggiamento reciproco alludendo a momenti di erotismo.

Questa danza sensuale dei primi del 900 è stata sapientemente trasportata da Miliani in un contesto più contemporaneo, immergendo il pubblico presente nelle atmosfere della Ballroom community di New York. Con la Ball culture si identifica la cultura LGBTQ che partecipa a competizioni durante le quali si sfila, si balla e si emulano le pose dei modelli fotografati nelle riviste patinate.

I tre abilissimi performer di ieri sera indossavano il tipico abbigliamento del tennista provetto e si sfidavano a colpi di Voguing su una passerella degna di una fashion week milanese cosparsa di palline gialle.

Sospesa e imperante sui loro capi una lunghissima rete da tennis evoca il balletto del tennis di Nijinsky, così come le curiose posizioni che i ballerini assumono nell’imitare i gesti sportivi: un balletto profetico che gioca con l’utilizzo dello sport, l’ambiguità sessuale e la fluidità di genere.

La performance dura circa 20 minuti e il pubblico viene letteralmente catturato dal ritmo sincopato della musica tipica dei Ball room di Parigi e New York, dalla voce di Matyouz che invita a tenere il ritmo con le mani e dagli sguardi ammiccanti dei danzatori (due uomini e una donna) che cercano una sensuale complicità con i presenti. E il cocktail è micidiale perché alla fine della performance ne volevamo ancora e saremmo rimasti lì ad acclamare i danzatori-giocatori. Jacopo Miliani, dopo il successo di Discoteca, anche stavolta colpisce nel segno.

C. Del Toro