L’08 marzo, come ogni anno, ricorre la “Giornata internazionale dei diritti della donna”.
Una giornata molto spesso banalizzata. Nell’immaginario comune, identificata con festeggiamenti ed uscite di gruppo, tanto che, semplicisticamente, la si definisce “Festa della Donna”.
In realtà, è qualcosa di più e di diverso. Un momento per ricordare le conquiste sociali, economiche e politiche ottenute dalle donne nel corso dei secoli, ma anche le discriminazioni e le violenze, alle quali, ancora oggi, per questioni di genere, le donne sono esposte. Con incidenza percentuale, rispetto agli uomini, decuplicata.
Il percorso per giungere alla istituzione di questa giornata ha avuto inizio ai primi del Novecento, con il VII Congresso della II Internazionale socialista , svoltosi a Stoccarda nel 1907. I temi in discussione, la situazione femminile ed il voto alle donne.
La strada tracciata era quella della autonomia e della indipendenza, quali strumenti di libertà.
Un paio di anni dopo, durante la seconda Conferenza internazionale delle donne socialiste, seguendo l’iniziativa americana, venne istituita la giornata internazionale delle donne, funzionale alla rivendicazione ed al riconoscimento dei loro diritti.
Nel tempo l’8 marzo assunse un’importanza mondiale, pur talvolta rivestita di abiti non conformi agli originari propositi.
Quelli di affermare a gran voce e con coraggio i diritti di genere.
Ed è questa la strada da riprendere e seguire con forza e veemenza.
La parità tra gli individui, a prescindere dalle differenze di genere, è un obiettivo ancora lontano, per quanto molto sia stato fatto.
Sembra che la piena rimozione degli ostacoli che ne consentirebbero il perseguimento non si riesca a traguardare.
Oggi è quanto mai fondamentale interrogarsi sulle ragioni ed intervenire incisivamente.
Una maggiore consapevolezza dell’universo femminile sarà imprescindibile per un’inversione di tendenza decisiva. Pur nella diversità rispetto al genere maschile, che deve essere esaltata e valorizzata, in quanto ricchezza da non disperdere ed, anzi, da incrementare.
Altrettanto determinante il concorso del genere maschile, che dovrà abdicare a stereotipi di ruolo, acquisendo anche spazi tradizionalmente occupati dalle donne in ambito familiare. Perché la compartecipazione nelle attività ed il gioco di squadra sono, sempre, in ogni settore, un’arma vincente ed una risorsa.
L’obiettivo è ambizioso, ma sicuramente raggiungibile, se ci saranno volontà, costanza e determinazione. Affinché, finalmente, il diritto della donna al pieno sviluppo della propria personalità in condizioni di parità con gli uomini, non sia una conquista, ma un esito scontato.
In uno scenario futuro in cui l’08 marzo sarà solo un retaggio del passato.
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