RU486: aborti in Piemonte sono il doppio della media nazionale

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Il dato emerge dalla Relazione Annuale del Ministro sulla Legge 194/78 relativa all’anno 2018 depositata venerdì scorso con 16 mesi di ritardo.

La media nazionale è 22,9% (20,8 mif+pgl e 2,1 solo mio) mentre il Piemonte è 47% (44,1 mif+pgl e 2,9 solo mi).

Colpisce che in Umbria, la regione delle polemiche più accese sulla RU486, gli aborti farmacologici nel 2018 siano stati solo 48 su 1.043 (4,6%). Questo dato conferma la pretestuosità ideologica e antiscientifica dell’iniziativa della presidente Tesei, che non ha attenuanti.

E’ però vero che la Giunta di Centrodestra ha trovato una sponda fertile nella scarsa diffusione della Ru486 in Umbria, che non dipenda dagli obiettori, che in Umbria sono persino sotto la media nazionale (63,5%), percentuale analoga a quella piemontese (64,4%), e nella decennale ignavia delle Giunte di Centrosinistra.

Comunque in Italia abbiamo 4.964 ginecologi del SSN, maggioranza donne. Di questi/e 4325 sono obiettori e 1.539 dono coscienziosi (non obiettori).