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Vladimir luxurya, la mia vita in divenire

D: Dalla mucca assassina ad oggi… Pregi e difetti della Vladi di ieri e di quella attuale?

R: Passato, presente, la schiettezza, può essere un pregio, un difetto in me. E’ una costante di sempre; sono sempre stata diretta e questoè stato giudicato a volte un pregio a volte no ma io l’ho sempre usata perchè non amo mai creare
equivoci nelle mie interazioni. Pregi… Sicuramente l’onesta e il mio grande impegno che a volte mi porta ad essere troppo esigente con me stessa e questa mancanza di leggerezza nelle cose mi fa ogni tanto arrabbiare.

D: Quali sono per te le regole della cultura della tolleranza?

R: La curiosità in primis, sperimentare, non essere mai banali e rischiare… Insomma cercare di sforzarsi di comprendere che è l’innovazione che fa andare avanti il mondo… Ciò che è stantio e sempre maleodorante.

D: Tornerai mai ad occuparti di politica attivamente? C’è qualcosa di quel periodo di cui ti sei pentita?

R: Intanto sapevo che avevo alcune lacune, non avevo alcuna cultura giuridica, e così ho dovuto davvero studiare tanto. Pensa che con Giorgetti mi sono trovato a lavorare in Commissione Cultura sulla sicurezza degli stadi e questo può darti l’idea del tutto… Ho sempre cercato di aver un atteggiamento iperattivo per evitare che mi potessero essere mosse critiche. Il rammarico è aver fatto tutto questo per un governo durato solo due anni…

D: Come sarà il tuo lovers film festival?

R: Lussurreggiante, emozionante… Farò come una chef, il film è la scelta, a me il compito poi di impiattarlo perfettamente in modo da render un ottimo piatto un qualcosa di eccelso senza ovviamente fargli mancare un adeguato contorno(gli eventi collaterali).

D: Dicono che ami la città di Torino. Cosa ami del capoluogo piemontese?

R: La magia… E’ una città magica, una città che mi trasmette emozioni positive. Mi sono successe cose belle; un episodio per esempio è stato quando mi trovai qui da voi per uno spettacolo e gli abiti di scena erano rimasti a Roma… Cerco il mio amico Barbie Bubu e mi trovo con tutto ciò che mi serviva come in un fiabesco incanto. Poi sono innamorata di Piazza San Carlo e del suo monumento, ove il cavaliere non brandisce la spada ma la ripone nel fodero. Io lo vedo come un messaggio che dice basta guerre, basta violenze…

D: Come nasce il tuo amore per la narrazione scritta? Poi toglimi una curiosità… perchè un libro proprio sul Perù e non magari un altro luogo… Perchè proprio il Perù?

R: Come mai? (risata) Non mi piace la banalità, io non amo mai le cose cose comuni, non sono e non sarò mai banale… L’amore per la narrazione mi accompagna da sempre e per sempre. Sin da bambina era il mio strumento di riflessione, il mio rifugio, mi rallentava, favoriva attraverso la concentrazione la mia possibilità di rilassarmi ed ascoltarmi.

D: Quanto è importante per te in questo particolare momento storico la cultura LGBT?

R: Per un motivo molto semplice: che siamo chiamati a difenderci da un nemico molto più scaltro e subdolo di una volta, magari meno muscolare, ma ben più pericoloso. Vedi tutta la fake news create ad arte sulla cultura del gender. Poi iniziare tutti a pensare di quanto sia brutto dover scappare di fronte alle avversità (ne sanno qualcosa i migranti). Basta fuggire, basta piegare il capo, ora più che mai.

D: Progetti futuri?

R: Il lovers film festival innanzitutto.

D: A un giovane che inizia un percorso di transizione cosa gli diresti? Quale consiglio gli daresti?

R: Mai e poi mai arrendersi e non aver fretta. Sapersi circondare da persone esperte, professionalmente esperte: endocrinologi, psicologi e medici specialisti. La fretta è cattiva consigliera e il fai da te può portare danni davvero letali.

D: Descriviti in una manciata di parole…

R: Solare, mutevole, impegnata ma anche tanto pop.

D: Una domanda che non ti ho fatto e che avresti voluto che ti facessi?

R: Come mai sei ancora così bella?

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