George Michael, una delle icone del pop inglese fra gli anni Ottanta e Novanta, tra febbraio e marzo ha fatto conoscere meglio i suoi gusti eclettici e al tempo stesso incantato fan, appassionati ed esperti d’arte con la sua collezione privata.

Si, perché George Michael oltre ad essere un apprezzatissimo musicista, era anche un appassionato d’arte e curioso collezionista, per cui amava visitare esposizioni e atelier, riuscendo ad acquistare nel corso degli anni diverse opere che testimoniano anche il suo rapporto di amicizia con i più grandi artisti contemporanei, in particolare dei cosiddetti Britart, attivi dall’inizio degli anni Novanta.

Gli oltre duecento pezzi di questa collezione, che sono stati battuti all’asta presso la prestigiosa Christie’s di Londra, spaziano dalla poetica di Tracey Emin alla trascendenza della morte espressa da Damien Hirst, lavori di Sarah Lucas, Michael Craig-Martin e Marc Quinn; opere che riflettendo i diversi aspetti che hanno contraddistinto quel dinamico momento della storia culturale inglese.

All’asta sono state battute opere straordinarie come The Incomplete Truth (2006) di Damien Hirst, un’opera emblematica in vetro, alluminio e silicone, che parla di vita, morte, arte, fede e scienza (battuta per 911.250 sterline), quella colomba che sembra librarsi in cielo e invece è intrappolata nel liquido, ingolfata in aria come si sentiva George; il suo “Saint Sebastian Exquisite Pain” dove c’ è un toro trafitto al posto del martire cristiano (875.250 sterline); la prima opera di valore acquistata dal cantante, ossia il quadro del 1982 che teneva sopra al camino, intitolato “Songbird” (791.250 sterline) della pittrice inglese Bridget Riley, esponente del movimento artistico dell’Op art, la corrente che si basa sul tentativo di impressionare l’occhio umano; un ritratto del cantante su monitor in cui il suo volto cambia continuamente colore e umore commissionato dallo stesso George Michael a Craig-Martin venduto online per 204 milioni.

Ottima inoltre la scelta di affiancare alla live auction lo strumento dell’online permettendo a chiunque di partecipare all’asta e avvicinare fans di tutto il mondo.

Tutti venduti i lotti presentati, 8 non avevano prezzi di riserva e 4, alcune opere di Damien Hirst ed una serie di 7 opere di Adam McEwen, erano sotto garanzia di vendita.

Tutte le opere hanno generato proventi per un valore superiore ai 13 milioni di sterline; tutto il ricavato, compreso quello dalla vendita dei cataloghi (250 mila sterline) è stato destinato in beneficenza al Trustees of the George Michael Estate, il cui l’obiettivo è di portare avanti l’opera filantropica già avviata da George Michael prima della morte, avvenuta nel 2016 per un attacco cardiaco.

L’asta, un’opportunità unica per collezionisti, appassionati ed esperti d’arte, è stata preceduta da un tour mondiale delle opere più importanti in vendita; prima tappa a New York, poi Los Angeles a seguire Hong Kong, Shanghai, per poi arrivare a Londra per il gran finale.