Search

PROIBITISSIMO – Il mio unico crimine è vedere chiaro nella notte

Al PAV (parco di arte vivente) è stata  inaugurata Venerdi 23 Marzo la mostra evento Proibitissimo.

La videoinstallazione  “Il mio unico crimine è vedere chiaro nella notte” di Irene Dionisio è il risultato di un progetto artistico ideato dalla stessa regista con Viola Invernizzi che ha coinvolto un gruppo di lavoro sulla censura nella cinematografia italiana dal dopoguerra al 1998, anno in cui la censura viene abolita.

In Italia risale al 1913 la prima legge che introduce l’intervento censorio sulle proiezioni, allo scopo di eliminare le parti considerate non adatte al pubblico, dando vita a un sistema preventivo di censura che assoggetta al rilascio del nulla osta la proiezione pubblica dei film e la loro esportazione all’estero.

Oltre alla censura totale, dagli anni trenta fino agli anni novanta, in Italia è stata in voga un’altra forma di censura, quella dei tagli mirati, che prevedeva l’eliminazione delle parti di pellicola che non si voleva venissero mostrate, permettendo tuttavia di mandare in visione il film mutilato.

La ricerca condotta dal gruppo di lavoro ha portato all’analisi di oltre settanta film censurati e alla selezione delle scene da inserire nel film, secondo quattro tematiche principali oggetto di censura: violenza, religione, politica, sessualità.

Il progetto è una riscrittura delle scene tagliate attraverso un percorso di analisi ed elaborazione per farle rivivere; le scene sono le stesse che hanno subito il taglio ma avulse dal contesto filmico originale acquistano nuova luce e nuovi spunti di discussione.

La mostra si sviluppa in quattro sezioni che mettono in scena un percorso che parte dalla preziosa documentazione del museo del nazionale del cinema di Torino che ci evidenzia le argomentazioni usate per produrre i tagli ad alcune pellicole.  La seconda  sezione della mostra ci presenta materiali scenici usati per la produzione del video: fotografie di scena, oggetti e costumi, e making of.

La terza sezione è un cortometraggio che ci porta dentro  il backstage del progetto.

La quarta sezione è il film vero e proprio ( viene trasmesso a richiesta e non in loop come il video del backstage).

La bellezza di questa esposizione è proprio la messa in scena del percorso creativo dalla call pubblica al video finale: il lavoro di ricerca  che spesso viene sottinteso è una parte fondante importante dell’opera finale.

La mostra ci dà anche l’occasione di visitare un parco museo quasi sconosciuto ai torinesi: il PAV; acronimo di parco di arte vivente. Nato da un progetto di Piero Gilardi  propone installazioni d’artista a tema naturalistico in un percorso molto interessante.

La mostra PROIBITISSIMO è visibile fino al 15 aprile in via Giordano Bruno 31, Torino .

Related posts

Lascia un tuo commento

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: